London Updates: Frieze rassegnata al sorpasso della parigina FIAC? Opening sottotono, corridoi mai affollati (qui la fotogallery) e troppa concorrenza in città

“Quelle che solitamente erano vendite ora sono opzioni, opzioni su opzioni“. Sintetizza tutto l’osservazione di un mercante, nel non troppo affollato giovedì sera di Frieze. A questi livelli le cose non vanno mai “male” in assoluto, ma certo non si respira un’aria di euforia. E sono molti a notare piccole sbavature organizzative, a partire dagli […]

Quelle che solitamente erano vendite ora sono opzioni, opzioni su opzioni“. Sintetizza tutto l’osservazione di un mercante, nel non troppo affollato giovedì sera di Frieze. A questi livelli le cose non vanno mai “male” in assoluto, ma certo non si respira un’aria di euforia. E sono molti a notare piccole sbavature organizzative, a partire dagli allestimenti e dalle strutture che, sentendo il peso degli anni, tardano ad essere rinnovati, lieve segnale – secondo alcuni – di una china di declino palesatasi anche lo scorso anno. La verità è che i valori in campo non sono al top. Le grandi gallerie non sembrano essersi impegnate moltissimo per portare nei capannoni in Regent’s Park il meglio del meglio. O per scelta strategica oppure, e questa è la voce che tra una settimana sarà confermata o smentita, per mantenere i pezzi pregiati per Fiac, la fiera parigina prevista “next week” e accreditata, anche quest’anno, di un clamoroso sorpasso di qualità.
In tre giorni due biglietti da visita e mezzo, neppure alla fiera di Bolzano avevo incontrato così poca gente e poco interessata al nostro lavoro“, ci racconta un gallerista italiano. Confermandoci la percezione di una fiera che per vari motivi subisce un calo di attenzione da parte del proprio pubblico: non troppa gente in giro – vedete pure la gallery allegata – e un’inaugurazione meno vibrante del solito. Saranno le distrazioni? Probabilissimo. Perché Londra è una piattaforma assurda da gestire anche per il collezionista che voglia concentrarsi il più possibile sul format fiera. In primis perché di fiere ve ne sono almeno almeno mezza dozzina. Poi ci sono le aste, tutte di alto livello e pubblicizzatissime: non si può mancare e dunque alle 18 la fiera si svuota dei big spender. E poi le mostre nelle gallerie e nei musei. Insomma una distrazione continua alla quale contribuisce, internamente, Frieze stessa con un’edizione invece molto sfavillante della sorella Masters: lì i galleristi hanno stampato in faccia un eloquente sorriso…

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