La palestra della Street Art di NY. No, stavolta Banksy non c’entra: sul murales di Houston e Bowery, dove lavorò anche Keith Haring, è Swoon a lasciare la sua opera in memoria di Sandy: ecco le immagini

A distanza di un anno dalla distruzione portata dall’urgano Sandy a New York, il murales di Houston e Bowery si veste di nuova vita grazie alla collaborazione tra la street artist Swoon e il gruppo di ragazzi del Groundswell Community Project (una comunità di giovani che lavora in aree in difficoltà, per un cambiamento sociale […]

A distanza di un anno dalla distruzione portata dall’urgano Sandy a New York, il murales di Houston e Bowery si veste di nuova vita grazie alla collaborazione tra la street artist Swoon e il gruppo di ragazzi del Groundswell Community Project (una comunità di giovani che lavora in aree in difficoltà, per un cambiamento sociale ed economico di zone disagiate). Gruppo che nel corso degli ultimi cinque mesi ha già prodotto altri quattro grandi murales in zone estremamente colpite da Sandy, come Red Hook, Coney Island, Far Rockaway e Staten Island, in una serie dal titolo Recovery Diaspora di cui anche il più celebre murale di Houston e Bowery fa parte.
Al centro dell’animata composizione campeggia imponente una delle figure ricorrenti nell’arte di Swoon, ossia la dea Thalassa (la divinità marina primordiale figlia di Etere ed Emera nella mitologia greca), mentre ai lati compaiono i lavori del gruppo di 40 ragazzi coinvolti nel progetto, dove “Rising above the challenge” e “People helping people” sono i messaggi centrali di un gruppo di immagini che affiancano la dea in due diverse onde di stimoli e suggestioni visive. Ci sonio le onde che travolgono le case, il treno della linea A che arriva fino alla costa orientale (ossia quella maggiormente colpita dall’uragano) ed i profili di altre creature marine, sirene e tritoni, come di persone umane, che insieme, tramite collaborazione e condivisione, riescono a superare un momento terribilmente duro. Sotto le due onde creative frutto dell’immaginazione dei ragazzi, due altre figure create da Swoon: sulla sinistra una donna intenta a creare un elaborato groviglio architettonico, e sulla destra invece un uomo che fa altrettanto con le proprie mani (anzichè con il pennino, come viene ritratta lei).
Swoon in realtà è il nome d’arte di Callie Curry, la sua fama e collegata alla tecnica del paste-up, ossia l’utilizzo di figure di carta attaccate ai muri con la colla (create utilizzando stampi in legno o linoleum meticolosamente incisi a mano), tecnica utilizzata anche qui sia dai lei che dai ragazzi di Groundswell, su un grande sfondo verde-acqua (che ha coperto il precedente murales, qui infatti si susseguono da anni i lavori di artisti come Faile, JR, Obey, Lady Aiko, Mc Gee, Os Gemeos, ed originariamente anche Keith Haring).

– Diana Di Nuzzo

CONDIVIDI
Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.