Kaufmann-Repetto va a New York. Programma temporaneo nella project di Andrew Kreps, a Chelsea. E poi, l’ambizione finale: uno spazio fisso, da inaugurare a breve. L’intervista a Chiara Repetto

Avvicinamenti progressivi, da Milano a New York. La galleria Kaufmann-Repetto annuncia una trasferta temporanea nella Grande Mela, preludio quasi certo a una prossima apertura in pianta stabile. Tutto muove da un link professionale – ma anche personale – con la Andrew Kreps Gallery, tra gli spazi più in vista di Chelasea (537 West 22nd Street): […]

Chiara Repetto e Francesca Kaufmann

Avvicinamenti progressivi, da Milano a New York. La galleria Kaufmann-Repetto annuncia una trasferta temporanea nella Grande Mela, preludio quasi certo a una prossima apertura in pianta stabile. Tutto muove da un link professionale – ma anche personale – con la Andrew Kreps Gallery, tra gli spazi più in vista di Chelasea (537 West 22nd Street): Chiara Repetto, sposata con Mr. Kreps, si appoggia dunque dal consorte per un programma di mostre ospitato dal project space della galleria newyorchese, aperto lo scorso maggio dopo il trasferimento nella vecchia sede a del dealer Friedrich Petzel.
Si parte il 9 novembre con un artista italiano, Pierpaolo Campanini, pittore di grande talento e dallo stile assolutamente personale, da sempre un nome di punta della scuderia Kaufmann: la sua è una sorta di metafisica contemporanea, che immortala dentro spazi neutri delle effimere macchine celibi, assemblaggi di oggetti in cui rivivono memorie dada e surrealiste, tra lirismo, iperrealismo e tecnologia. A febbraio, quindi, un nuovo appuntamento con  Judith Hopf, mentre il terzo è già in cantiere, con una piccola rosa di nomi ancora al vaglio. “Era da un po’ che cercavamo a Nyc”, ci racconta Chiara Repetto, “e adesso partiamo con questa programmazione di un anno, in uno spazio piccolo, in subaffitto. La project si trova proprio a fianco della galleria di Andrew e ha un ingresso separato: ci alterneremo alla sua programmazione e fisseremo gli opening in parallelo a quelli del suo spazio principale; di fatto sarà un modo per portare a Nyc artisti che non hanno ancora una rappresentanza, dunque penso soprattutto a nomi europei; ma dal momento che passerò là molto più tempo l’intenzione è di fare anche ricerca sul posto, magari coinvolgendo giovani artisti locali: pian piano ci aspettiamo che diventi un’entità indipendente dalla galleria milanese, con una sua identità”.

Chiara Repetto e Francesca Kaufmann
Chiara Repetto e Francesca Kaufmann

Quanto all’idea di aprire in pianta stabile, in un prossimo futuro, Chiara conferma che le ricerche di una location idonea sono già in corso: “Non sappiamo ancora dove e quando, ma la zona che sento più affine è il Lower East Side, mi piacerebbe andare lì; Chesea è ormai diventato un posto per grandi gallerie, meno aperto alla ricerca, mi interessa più un’area in fase di sviluppo”.
Progetti impegnativi, dunque, in controtendenza con la crisi del settore, che in Italia scoraggia e non di rado affonda le piccole imprese legate al mercato, alla comunicazione e alla produzione dell’arte. Operazione che è da leggersi, anche, come il tentativo di sfuggire all’impasse diffuso, approdando su sponde più fertili: “Certamente è un bell’investimento, nella speranza che si aprano situazioni nuove e poroficue. New York è molto attiva, la crisi non si sente più, le aste stanno dando ottimi risultati e le e gallerie lavorano bene. L’Italia, invece, è ferma. Anche se devo dire che si sono tante buone energie, tanti collezionisti giovani, Miart che è migliorata parecchio, poi adesso la mostra di Adrian Paci al Pac… Insomma, c’è fermento. Poi, è chiaro, la situazione economica è pesante e la cosa peggiore è che lo Stato non aiuta le piccole aziende come la nostra, tra il costo folle del lavoro, l’iva al 22%, le importazioni e le esportazioni che svenano. Insomma, è dura”. Ma il messaggio, alla fine, è positivo: con un lavoro di qualità si resiste, si portano a casa un po’ di successi e al momento giusto di tenta il salto. Cercando spiragli altrove, dove il mercato tiene e anche la cultura riesce ancora a muovere l’economia.

– Helga Marsala

www.kaufmannrepetto.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.