Intesa Sanpaolo porta Gastone Novelli a Napoli. Una mostra in un palazzo storico, tra luce e parola. L’intervista a curatore, Marco Rinaldi

Palazzo Zevallos Stigliano, a Napoli, ospita con il suo antico scrigno prezioso il segno informale e scrittorio di Gastone Novelli, con un contrasto di potente efficacia. Diversissimi lo spazio e il corpus di opere; eppure accomunati dalla ricchezza quasi intangibile dei riflessi, delle mille variazioni di cromia e di materiali, sensibili alla luce. Il verbo, […]

Gastone Novelli

Palazzo Zevallos Stigliano, a Napoli, ospita con il suo antico scrigno prezioso il segno informale e scrittorio di Gastone Novelli, con un contrasto di potente efficacia. Diversissimi lo spazio e il corpus di opere; eppure accomunati dalla ricchezza quasi intangibile dei riflessi, delle mille variazioni di cromia e di materiali, sensibili alla luce.

Il verbo, il logos, la parola che incontra la materia. E che in questo incontro perde ogni pretesa di razionalità e di corrispondenza cognitiva, disfacendosi in una pittura/scrittura in cui la grafia quasi perde la sua riconoscibilità, ritrovando il fluire della vita.
Marco Rinaldi, curatore della mostra promossa e organizzata da Intesa Sanpaolo in collaborazione con l’Archivio Gastone Novelli, ci accompagna per mano nel significato storico e critico della prima antologica napoletana dell’artista.

– Diana Gianquitto

CONDIVIDI
Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]