Il potere dei petrodollari sull’arte. È la Sceicca Al-Mayassa a guidare la Power 100 list 2013 di ArtReview: e la Biennale lancia Massimiliano Gioni nella top ten

Si tinge di rosa per il secondo anno consecutivo il podio della Power 100, la classifica annuale delle persone più influenti nell’artsystem mondiale secondo la rivista inglese ArtReview. A guidarla quest’anno è la trentenne Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, sorella dell’emiro del Qatar e direttrice della Qatar Museum Authority. La Sceicca, che l’anno scorso […]

La Sheika al Mayassa bint Hamad bin Khalifa al-Thani - photo Sergei Illin

Si tinge di rosa per il secondo anno consecutivo il podio della Power 100, la classifica annuale delle persone più influenti nell’artsystem mondiale secondo la rivista inglese ArtReview. A guidarla quest’anno è la trentenne Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani, sorella dell’emiro del Qatar e direttrice della Qatar Museum Authority. La Sceicca, che l’anno scorso era alla dodicesima posizione, detiene il controllo di un capitale immenso per l’acquisto di arte occidentale moderna e contemporanea, per una spesa annuale di £600 milioni circa negli ultimi 8 anni. L’anno scorso a guidare la classifica la curatrice di Documenta 2013, Carolyn Christov-Bakargiev, scesa quest’anno alla 20esima posizione.
La seguono nella classifica i tre galleristi più potenti al mondo: sale David Zwirner di tre posizioni, di una Iwan Wirth, mentre scende Larry Gagosian, medaglia d’argento l’anno scorso. Dalla quinta posizione un altro blocco, quello dei curatori e dei direttori dei musei più importanti al mondo: Hans Ulrich Obrist e Julia Peyton Jones, alla guida della Serpentine gallery; Nicholas Serota, direttore della Tate, Beatrix Ruf – Kunsthalle Zurich – e Glenn D. Lowry, direttore del MoMA. In nona posizione troviamo il primo artista, che scende però di 6 posizioni rispetto al 2012. Si tratta di Ai Weiwei, mentre all’undicesimo posto Marina Abramović, che quest’anno ha fatto parlare di sé grazie alla collaborazione con Lady Gaga e altre star (l’anno scorso era al 35° posto).
La sua Biennale di Venezia gli ha fatto guadagnare ben 9 posizioni: Massimiliano Gioni chiude la top ten, mentre mantiene la sua 16esima posizione il direttore di Art Basel, Marc Spiegler. Ancora tra gli artisti, mantiene la posizione CIndy Sherman (13), mentre Gerhard Richter – sempre presente sul mercato, ma con meno opere museali che si son fatte sentire nei risultati – scivola dalla 6 alla 15; sempre più premiata dal mercato, Isa Genzken sale alla 35esima posizione. Profumo di Oscar per Steve McQueen, che infatti sale di 23 posizioni alla 36. Nessuna traccia della star Damien Hirst, presente invece nella classifica del 2012. New entry Eva Presenhuber, gallerista svizzera alla posizione 59, due artisti sulla cresta dell’onda in questo momento, Yayoi Kusama, dritta alla posizione 67 e Zeng Fanzhi (83). Inoltre Lars Nittive, ora alla guida del nuovissimo M+ Museum di Hong Kong, la star africana El Anatsui (98) e l’indonesiano Eko Nugroho (100).
E l’Italia? Rappresentanza affidata alle eccellenze galleristiche, che preservano costante la loro posizione rispetto all’anno scorso: Galleria Continua (85), i torinesei Franco Noero e Pierpaolo Faone (90), Massimo De Carlo (77). Esce dalla scena invece Miuccia Prada, che già l’anno scorso aveva perso posizioni scendendo alla 93.

– Martina Gambillara

La Power 100 integrale

1 Sheikha Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al-Thani

2 David Zwirner

3 Iwan Wirth

4 Larry Gagosian

5 Hans Ulrich Obrist & Julia Peyton-Jones

6 Nicholas Serota

7 Beatrix Ruf

8 Glenn D. Lowry

9 Ai Weiwei

10 Massimiliano Gioni

11 Marina Abramović

12 Alain Seban & Alfred Pacquement

13 Cindy Sherman

14 Marian Goodman

15 Gerhard Richter

16 Marc Spiegler

17 Marc & Arne Glimcher

18  Adam D. Weinberg

19 François Pinault

20 Carolyn Christov-Bakargiev

21 Anton Vidokle, Julieta Aranda & Brian Kuan Wood/e-flux

22 Jay Jopling

23 Klaus Biesenbach

24 RoseLee Goldberg

25 Patricia Phelps de Cisneros

26 Maja Hoffmann

27 Matthew Slotover & Amanda Sharp

28 Eli & Edythe Broad

29 Barbara Gladstone

30 Tim Blum & Jeff Poe

31 Bernard Arnault

32 Nicholas Logsdail

33 Monika Sprüth & Philomene Magers

34 Gavin Brown

35 Isa Genzken

36 Steve McQueen

37 Dakis Joannou

38 Victor Pinchuk

39 Thomas Hirschhorn

40 Theaster Gates

41 Rosemarie Trockel

42 Liam Gillick

43 Agnes Gund

44 Wolfgang Tillmans

45 Pierre Huyghe

46 Matthew Marks

47 Anne Pasternak

48 Sheikha Hoor Al-Qasimi

49 Udo Kittelmann

50 Brett Gorvy

51 Toby Webster

52 Tobias Meyer & Cheyenne Westphal

53 Michael Ringier

54 Tino Sehgal

55 Sadie Coles

56 Jeff Koons

57 Michael Govan

58 Emmanuel Perrotin

59 Eva Presenhuber

60 Daniel Buchholz

61 Luisa Strina

62 Takashi Murakami

63 John Baldessari

64 Ryan Trecartin

65 Chang Tsong-zung

66 Eugenio López

67 Yayoi Kusama

68 Vasif Kortun

69 Hito Steyerl

70 Richard Chang

71 Thaddaeus Ropac

72 Tim Neuger & Burkhard Riemschneider

73 Lars Nittve

74 José Kuri & Mónica Manzutto

75 Bernardo Paz

76 Claire Hsu

77 Massimo De Carlo

78 Städelschule

79 Budi Tek

80 Bard College

81 Quentin Meillassoux, Graham Harman, Ray Brassier & Iain Hamilton Grant / Speculative Realism

82 Mark Leckey

83 Zeng Fanzhi

84 Christian & Karen Boros

85 Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi, Maurizio Rigillo

86 Dasha Zhukova

87 Nicolas Bourriaud

88 Victoria Miro

89 Sean Kelly

90 Franco Noero & Pierpaolo Falone

91 Zhang Wei/Vitamin Creative Space

92 Anselm Franke

93 Forrest Nash

94 Sunjung Kim

95 Eugene Tan

96 Maureen Paley

97 Mera, Don, Jennifer & Jason Rubell

98 El Anatsui

99 Jennifer Flay

100 Eko Nugroho

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Pneumatici Michelin

    Si sono noioso ma come si puó sopportare questo linguaggio buono tutt’al piú per
    Noveau riches, per guitti e cicisbei presenzialisti , per mantenuti e mantenuti in menopausa o in fregola quando il consorte permette?
    Così va il mondo con classifiche per tori da monta da catena di montaggio della finanza se va bene ma anche del riciclaggio . Che cos’ė il potere? Chi ė il più potente?
    Che finezza terminologica!
    Volgarizzazione nietzschiana per inetti e ambiziosi ossessionati dalla propria identitá:
    Si cerca e si anela rassicurazione e conferma : ė potere questo? Ė debolezza umana troppo umana altro che potere
    Riuscirá la categoria intellettuale a riscattarsi dal pensiero e dal potere ridotti a classifiche pecorecce?

    • Pneumatici Michelin

      Lo sceicco del lago salato, il collezionista di cimeli nazisti, l’esecutore testamentario di JP Morgan, la bisbetica domata, il peripatetico indefesso…..

      • Angelov

        …il commentatore recidivo…

        • Pneumatici michelin

          Il commentatore del commentatore, il deviato
          Riammesso, il figlio di papá , il nato con la camicia,
          I nani e le ballerine d’alto bordo, la duchessa dei miei
          Stivali, i titolari dei conti segreti ( mentre i segreti
          Iniziatici li lasciamo ai poveri fessi che almeno
          Si Possano illudere…..)

  • Cristiana Curti

    Ha poi bisogno una “categoria intellettuale” di riscattarsi dal potere delle classifiche pecorecce? Che ben miserabile categoria…

  • pino Barillà

    Tecnocontenitor-scultura “opera dallo spazio misurato” 2010

    Un modello del tutto nuovo rispetto alle sculture del passato.
    La costruzione dell’opera si compie con più di dieci linguaggi
    pertanto attraverso la fusione di più codici espressivi nasce
    la prima opera spaziale di questo nuovo secolo.