Il Decreto Valore Cultura è legge. 5 milioni al Maxxi, 8 ai Grandi Uffizi, e risorge la società ARCUS: ecco l’elenco dei provvedimenti in arrivo

La norma più impegnativa, e di conseguenza difficile da mantenere negli impegni, ma potenzialmente più deflagrante, è forse una delle meno “vistose”: ovvero quella che impegna il Ministero a stabilire un meccanismo per garantire l’erogazione di contributi pubblici imparziali. A tal proposito è previsto “il riordino delle procedure delle concessione dei contributi statali attraverso un […]

La norma più impegnativa, e di conseguenza difficile da mantenere negli impegni, ma potenzialmente più deflagrante, è forse una delle meno “vistose”: ovvero quella che impegna il Ministero a stabilire un meccanismo per garantire l’erogazione di contributi pubblici imparziali. A tal proposito è previsto “il riordino delle procedure delle concessione dei contributi statali attraverso un regolamento ispirato a criteri di pubblicità, trasparenza e imparzialità”. Di che si parla? Del Decreto Valore Cultura, salvatosi come tanti altri provvedimenti dall’ultima bufera politica e quindi definitivamente approvato in questa settimana. Ecco una selezione degli aspetti più importanti.

– al fine di accelerare la realizzazione del Grande Progetto Pompei, il D.L. prevede la nomina di un direttore generale di progetto, cui spetterà, fra l’altro, definire e approvare i progetti degli interventi di messa in sicurezza, restauro e valorizzazione, assicurare l’efficace e tempestivo svolgimento delle procedure di gara per l’affidamento dei lavori e l’appalto dei servizi e delle forniture, nonché seguire la fase di attuazione ed esecuzione dei relativi contratti

– si costituisce una Soprintendenza specifica per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia

– per il Maxxi di Roma viene stabilizzato un finanziamento annuo di 5 milioni di euro: sono i soldi che occorrono al Maxxi per “restare aperto”: dovrà provvedere in altro modo ai denari per le mostre, ma intanto non rischia di chiudere ad ogni cambio di governo…

– per il completamento dei Nuovi Uffizi sono stati stanziati 8 milioni di euro

– per il Museo Nazionale dell’ebraismo e della Shoah di Ferrara sono stanziati 4 milioni di euro. Speriamo che il fatto che lo Stato stia investendo, giustamente, su Ferrara, fermi il Comune di Roma dalla realizzazione di un museo doppione a tutt’oggi in progetto

– è previsto un programma straordinario per la digitalizzazione del patrimonio culturale italiano, con un concorso per selezionare 500 under 35 da utilizzare nel programma

– varie disposizioni prevedono l’utilizzo di giovani: in particolare, nel piano strategico per lo sviluppo delle aree del sito Unesco di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata, nonché nelle due Soprintendenze, saranno impiegati i giovani grazie al Fondo “Mille giovani per la cultura”

– il D.L. prevede la destinazione di immobili di proprietà dello Stato a studi di giovani artisti italiani e stranieri, per favorire il confronto culturale e la realizzazione di spazi di creazione di arte contemporanea

– Comuni e Direzioni generali potranno finalmente liberare le aree più pregiate dall’attacco delle bancarelle, degli ambulanti o dei furgoni-bar. Dovranno essere allontanati

– si rende permanente, dal 2014, il tax credit per il cinema oggetto, finora, di proroghe. Il beneficio è esteso anche ai produttori indipendenti di opere audiovisive

– si prevede un credito d’imposta per le imprese produttrici di fonogrammi e di videogrammi musicali, nonché per le imprese organizzatrici e produttrici di spettacoli di musica dal vivo

– per lo spettacolo dal vivo, si prevede la rideterminazione dei criteri per l’erogazione dei contributi, con effetto dal 1° gennaio 2014. I criteri, da determinare con decreto ministeriale, devono tener conto dell’importanza culturale della produzione svolta, dei livelli quantitativi, degli indici di affluenza del pubblico e della regolarità gestionale

– un importante intervento è volto al risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche che versano in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale, con la nomina di un commissario straordinario del Governo, cui le fondazioni lirico-sinfoniche sono tenute a presentare un piano di risanamento, nonché la possibilità di concedere finanziamenti a valere su un Fondo di rotazione, appositamente istituito con una dotazione di 75 milioni di euro per il 2014, e anticipazioni finanziarie, già per il 2013, in favore delle fondazioni che versano in una situazione di carenza di liquidità tale da pregiudicarne anche la gestione ordinaria

– per garantire la regolare apertura al pubblico dei luoghi della cultura, si prevede la riassegnazione al MIBACT, a decorrere dal 2014, delle somme corrispondenti ai biglietti di ingresso relativi a luoghi della cultura statali

– sono semplificate le procedure per acquisire le donazioni private fino a 10mila euro e saranno individuate forme di coinvolgimento dei privati nella valorizzazione e gestione dei beni culturali

– per assicurare il miglior funzionamento del MIBACT è previsto che tornino ad essere operativi gli organismi collegiali con competenze tecniche che, in base alla c.d. “spending review” dovevano cessare

– vengono abrogate le disposizioni che avevano previsto, durante il Governo Monti, la messa in liquidazione, dal 1° gennaio 2014, della società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo ARCUS Spa

– saranno riassegnate al MIBACT, per l’attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, le risorse disponibili nei conti di tesoreria delle Soprintendenze dotate di autonomia speciale