Frammenti amorosi, scultura sociale e Reverse Lab. Un tour nella Giornata del Contemporaneo con ArtVerona: su Artribune tutte le foto e un’intervista esclusiva

Nella “carica dei mille” della giornata AMACI, ArtVerona anima il capoluogo scaligero con una serie di eventi in rapida successione. Presso il Museo Lapidario Maffeiano, la Chiesa di San Giorgetto, la Casa di Giulietta e il Museo Civico di Storia Naturale, quadrupla apertura per il progetto di Andrea Bruciati Frammenti di un discorso amoroso. Un […]

Nella “carica dei mille” della giornata AMACI, ArtVerona anima il capoluogo scaligero con una serie di eventi in rapida successione. Presso il Museo Lapidario Maffeiano, la Chiesa di San Giorgetto, la Casa di Giulietta e il Museo Civico di Storia Naturale, quadrupla apertura per il progetto di Andrea Bruciati Frammenti di un discorso amoroso. Un percorso tutto da scoprire, pure a scapito della disinformazione dei bigliettai/custodi di turno. Bisognava invece andare a suonare il campanello di un’abitazione privata in Via 20 Settembre, per scoprire la nuova tappa del progetto di Giovanni Morbin. Iniziato in una ferramenta nel 2003, Scultura sociale si è sviluppato sotto le sedie e i mobili, dietro alle porte e agli arredi dei suoi collezionisti. Una diffusione del concetto di “scultura” che lo mette al contempo in crisi, richiamandosi alle sperimentazioni di Manzoni e Beuys. Ce ne ha parlato meglio l’artista, nell’estesa videointervista.

La giornata si è poi conclusa nel giardino del Canarin, dove l’Associazione Reverse Lab (tra i selezionati di Independents) ha offerto agli intervenuti vari assaggi della giovane arte veronese, con le opere di Marco Campolongo, Matia Chincarini e Gloria Testoni, Tommaso Carozzi, Caterina Dal Zen e Irene Palentini, Lucia Amalia Maggio, Anna Mainenti e Sebastiano Zanetti. A chiudere la serata, la performance di Riot!Rest e un dj set con The Fog Surfers. Un aperitivo più che stuzzicante, in vista della prossima apertura di ArtVerona…

– Simone Rebora

www.artverona.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.