Ecco tutti i vincitori di ArtVerona. Che premia la zona Raw. È di Davide Balliano l’Icona per il 2014, mentre nei tre nuovi concorsi trionfano gli allestimenti “crudi”

Sarà Dying Warriors di Davide Balliano (presentata in fiera dalla Galerie Rolando Anselmi di Berlino) la nuova Icona per l’edizione 2014 di ArtVerona. L’opera è stata scelta dalla commissione presieduta da Crisiana Collu perché “conferisce forza e sintesi all’idea di cambiamento desunta dalla tradizione, divenendo testimone ideale di un percorso volto all’innovazione che ArtVerona porterà […]

ICONA 2013 - David Balliano, Dying warriors (Galerie Rolando Anselmi, Berlino)

Sarà Dying Warriors di Davide Balliano (presentata in fiera dalla Galerie Rolando Anselmi di Berlino) la nuova Icona per l’edizione 2014 di ArtVerona. L’opera è stata scelta dalla commissione presieduta da Crisiana Collu perché “conferisce forza e sintesi all’idea di cambiamento desunta dalla tradizione, divenendo testimone ideale di un percorso volto all’innovazione che ArtVerona porterà a compimento nel 2014”. Ma il percorso d’innovazione è già iniziato nell’edizione di quest’anno, fortemente segnata dall’ingresso di Andrea Bruciati nella direzione artistica.
Un ampio ventaglio di nuovi concorsi ha infatti animato la fiera scaligera, anche nel tentativo di controbilanciare con nuovi stimoli la stagnazione del mercato in atto. Il premio Collectors for Celeste, pensato appositamente per le gallerie aderenti a Raw Zone, è andato a due Untitled di Nebojša Despotović (rappresentata da Arte Boccanera). Level 0, che ha visto impegnati sei direttori di musei d’arte contemporanea italiani, ha premiato rispettivamente: Giorgio Guidi (FaMa Gallery) scelto da Cristiana Collu del Mart di Rovereto; Robert Gschwantner (Deanesi), scelto da Valerio Dehò del Kunst Meran/o Arte; Matteo Fato (Jerome Zodo Contemporary), scelto da Giacinto di Pietrantonio della GAMeC di Bergamo; Michele Spanghero (Galerie Mario Mazzoli), scelto da Alberto Salvadori del Museo Marino Marini di Firenze; Nebojša Despotović (Arte Boccanera), scelta da Angela Tecce di Castel Sant’Elmo di Napoli; Cheryl Pope (Galleria Bianconi) e Graziano Folata (Massimodeluca), scelti da Emma Zanella del MAGA di Gallarate. I sette artisti saranno in vario modo coinvolti nelle attività dei musei, con un talk, una presentazione o l’inserimento in una mostra in programma.
Il premio InstaVRam, rivolto invece ai fan della celebre app, è andato agli scatti di @jasonbolkano (scelti da Raffaella Caruso e Filippo Lorenzin). Ripercorrendo i nomi delle gallerie che rappresentano i vincitori, non si potrà non notare come la maggior parte provenga dal progetto Raw Zone, curato da Andrea Bruciati per dare espressione a “un mercato laterale ma non meno interessante, per gallerie di ricerca dal dna metamorfico”. Il segno che, forse, la tanto auspicata mutazione è già in atto?

– Simone Rebora

www.artverona.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
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  • pneumatici michelin

    Se io fossi uno dei galleristi e avessi pagato lo stand mi incazzerei non poco con questi qui che vengono a premiare chi gli pare senza sborsare personalmente una lira.
    in una fiera a giudicare deve essere il pubblico che sceglie e rischia di tasca propria.
    Diverse cose arbitrariamente premiate non hanno nessun futuro e nemmeno un presente.
    Una fiera è una fiera e ci dovrebbero essere solo gli stand di chi ha pagato senza troppe vaccate collaterali per il narcisismo della disoccupazione intelettuale.
    Il mercato è il mercato e piaccia o meno si fa da solo senza il bisogno di essere eterodiretto.
    Infine un critico è un critico e un critico non organizza fiere.
    Stop

  • fausto biasi

    non c’è stato pubblico..
    han dovuto dare il contentino dei premiucci a questi poveracci

  • Graziano Folata

    Poveraccio sarà lei, esimio Fausto Biasi.

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  • Nwuanda

    a me Dying Warriors sembra proprio fascio. e visto che siamo a verona ahimé gli sta a pennello.