Ecco le prime immagini dalla ViennaFair 2013: tutto ruota intorno a Tony Soprano. Che ci azzecca? Beh, forse diventerà lui l’icona simbolo, o magari la sublimazione grottesca, di questa edizione…

The New Contemporary, recita così, come di consueto, la premessa programmatica della massima fiera austriaca d’arte, molto europea e abbastanza vivace. ViennaFair 2013: veniamo ai fatti. Domina statuario il feticcio del simpatico e rimpianto James Gandolfini nei panni – qui in mutande e accappatoio – del boss mafioso protagonista della nota serie televisiva americana. Un […]

The New Contemporary, recita così, come di consueto, la premessa programmatica della massima fiera austriaca d’arte, molto europea e abbastanza vivace. ViennaFair 2013: veniamo ai fatti. Domina statuario il feticcio del simpatico e rimpianto James Gandolfini nei panni – qui in mutande e accappatoio – del boss mafioso protagonista della nota serie televisiva americana. Un Tony Soprano, boss con problemi psicologici, che spiffera i suoi segreti a una psicanalista. Immancabilmente, la corpulenta e goffa scultura a tutto tondo, con i suoi quattro metri di altezza (o forse più), diviene il miglior punto d’appoggio per orientarsi nel labirinto fieristico: meno male! È dell’artista lituano Donatas Jankauskas, recapitata qui dal CAC (Contemporary Art Center) di Vilnius. Fu realizzata nell’estate del 2009, periodo dell’anno in cui la capitale lituana, appunto, tra euforia e crisi economica, viveva il punto massimo di auto-esaltazione nel celebrare i festeggiamenti come capitale europea della cultura. Lo era in parallelo con la città austriaca di Linz.
Sempre le due bionde direttrici russe alla direzione artistica della fiera, Vita Zaman e Christina Steinbrecher-Pfandt, in cattedra già dalla scorsa edizione, quando la fiera è stata acquistata da una società russa capitanata dal magnate Sergey Skaterschikov. Ma la ViennaFair, allo stato attuale, sembra avere mire decisamente più pragmatiche che culturali rispetto a un anno fa. Skaterschikov è stato estromesso dal partner di minoranza, il magnate immobiliare Dimitry Askenov, che ora ne possiede il 70%, e che ha ribaltato la prospettiva strategica della fiera viennese. Punto d’incontro tra due tradizioni europee sì, ma non puntando più di tanto sui collezionisti dell’ovest. Bensì, il contrario: strategia imprenditoriale che ha come proprio target, invitati e coccolati, i ricchi collezionisti di Mosca o San Pietroburgo.
Resta il fatto che lo spirito incarnato fin dalle sue origini dalla ViennaFair 2013, quello di costituirsi come meeting point dell’industria culturale e artistica, sembra avverarsi comunque, attirando un buon numero di soggetti a livello internazionale, tra galleristi, acquirenti, appassionati e curiosi. Sono 127 le gallerie presenti: 36 (28,5%) austriache, 51 centro-est-sudest Europa, 20 tedesche, 4 turche, 2 statunitensi, una ciascuno Iran, Emirati Arabi, Sud-Corea. Infine 11 per il restante ovest europeo, tra cui l’unica italiana, la Galleria Goethe di Bolzano, il cui spazio – possiamo testimoniarlo – attrae molti visitatori. Tra gli artisti ha Sissa Micheli, italiana che vive e lavora a Vienna da molti anni, e in prevalenza artisti altoatesini tra cui Robert Pan e lo scultore Lois Anvidalfarei.

– Franco Veremondi

www.viennafair.at

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.