È morto Lou Reed. A settantuno anni se ne va il cantautore, polistrumentista e poeta americano creatore dei Velvet Underground, da anni anche celebre fotografo

All’anagrafe faceva Lewis Allan Reed, ma tutti sanno a prima vista di chi stiamo parlando, chi è il grande personaggio a cui ci tocca tributare l’ultimo saluto, in una giornata ancora scossa dall’addio ad Arthur C. Danto e al regista romanissimo Luigi Magni. Lou Reed se ne è andato a 71 anni, nel relativo silenzio […]

All’anagrafe faceva Lewis Allan Reed, ma tutti sanno a prima vista di chi stiamo parlando, chi è il grande personaggio a cui ci tocca tributare l’ultimo saluto, in una giornata ancora scossa dall’addio ad Arthur C. Danto e al regista romanissimo Luigi Magni. Lou Reed se ne è andato a 71 anni, nel relativo silenzio che aveva scelto dopo gli anni del fulgore dei Velvet Underground, creati nel 1966 assieme a John Cale. Un ripiegamento riflessivo lontano anni luce dall’immagine decadente di “angelo del male” che aveva accompagnato la sua ascesa a icona assoluta del rock.
Era nato a Brooklyn il 2 marzo del 1942, ed era esordito nella scena musicale con un primo gruppo di nome The Shades. Ma l’esplosione arriva con l’incontro con Cale e la nascita dei Velvet, ai quali si accodarono il chitarrista e bassista Sterling Morrison e la batterista Maureen Tucker. Evento chiave nello sviluppo e nella notorietà è la partecipazione alla factory di Andy Warhol, egli stesso promotore e finanziatore del primo album del gruppo, oltre che autore della mitologica copertina che ritraeva una banana che poteva essere sbucciata.

Alla new age di Lou Reed appartiene anche l’esercizio della fotografia, affrontato con profondità e scelto come nuovo medium espressivo (sotto, una gallery delle sue opere): tanto da proiettare l’artista ben presto su livelli di eccellenza anche in questo, con mostre in grandi musei e collaborazioni prestigiose, su cui torneremo presto su Artribune. In Italia si ricorda una grande mostra allestita nel 2006 da PAN di Napoli.

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    Una musica indelebile: l’arte che ha saputo
    guardare in faccia i vari aspetti della vita
    esplorandone il lato oscuro , il tintinnare
    indiavolato che impaurisce alcuni e convolge
    altri inesorabilmente.
    In un’altra era sarebbe stato uno stregone:
    ma lo é stato in ogni caso .