Disegni in punta di penna, come fiabe noir. Cristiano Baricelli inaugura la stagione espositiva di Scripta Manent, giovane libreria-galleria romana: prima mostra, nel segno dei nuovi talenti

Quando parla delle origini del suo immaginario a tinte dark, cita Dylan Dog e la sua passione infantile per in fumetti; poi aggiunge anche i ricordi di scene crude e intense, in film epocali come Psyco o nelle pellicole di Lynch, Kubrick, Greenaway: suggestioni rimaste nei suoi occhi di bambino, e cresciute con lui, fino a prendere consistenza nel […]

Cristiano Baricelli, Immobile

Quando parla delle origini del suo immaginario a tinte dark, cita Dylan Dog e la sua passione infantile per in fumetti; poi aggiunge anche i ricordi di scene crude e intense, in film epocali come Psyco o nelle pellicole di Lynch, Kubrick, Greenaway: suggestioni rimaste nei suoi occhi di bambino, e cresciute con lui, fino a prendere consistenza nel suo lavoro d’artista e illustratore. Cristiano Baricelli, genovese, classe ’77, ha mantenuto questo sapore noir, un po’ inquietante, sottilmente sinistro, nei disegni collezionati lungo tutta la giovinezza. Disegni nati soprattutto di notte e affidati, da sempre, al tratto finemente modellato di una bic. Nera, naturalmente. I soggetti? Figure umane o animali, dai contorni incompiuti e sfumati, tra ammiccamenti horror e poesia decadente; creature mutanti, che non diventano mai truci ma restano nello spazio della fiaba, del racconto sussurrato, vespertino.
Con una sua personale, in programma per l’1 novembre – data forse non troppo casuale, col suo rimando al mondo delle tenebre – dà il via alla sua prima stagione espositiva di Scripta Manent, libreria romana con annessa art & design gallery, inaugurata appena un anno fa. Evil raccoglie una selezione di lavori grafici di Baricelli, quasi sempre monocromi, pensati in forma di appunti veloci ma accurati: una fitta trama plumbea stesa sul bianco della carta, tanto evanescente quando minuziosa, in cui il tratto della penna a sfera si scioglie, si sfuma, poi si raddensa, tra zone d’ombra variabili. Visioni  magnetiche, come piccole calamite sul foglio. Fino al 17 novembre.

– Helga Marsala

Scripta Manent
via Pietro Fedele 54, Roma

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.