Design Week numero sei, così Torino sfida Milano. Il tema si adegua al clima socio-economico, + design x il lavoro: e trattandosi di un derby, come location c’è anche lo Juventus Stadium…

Correva l’anno 2008 quando Torino fu eletta capitale del design lasciando di smacco una spodestata Milano. Da allora il capoluogo piemontese si è costantemente impegnato nell’accrescere e diversificare gli eventi legati al design. Arriva quindi puntuale come una conferma la sesta edizione della Torino Design Week, organizzata fino al 13 ottobre dall’omonima Associazione culturale. Il […]

La Pet Lamp di Alvaro Catálan de Ocón

Correva l’anno 2008 quando Torino fu eletta capitale del design lasciando di smacco una spodestata Milano. Da allora il capoluogo piemontese si è costantemente impegnato nell’accrescere e diversificare gli eventi legati al design. Arriva quindi puntuale come una conferma la sesta edizione della Torino Design Week, organizzata fino al 13 ottobre dall’omonima Associazione culturale. Il motto dell’edizione? + design x il lavoro, che sembra, più che un augurio, un obiettivo in risposta alla paralizzante situazione dei mercati e del mondo lavorativo giovanile. Torino ha capito, con le precedenti edizioni della manifestazione, che la design week non è solo una vetrina ma un’occasione importante per mettere in contatto tutti gli attori del design piemontese, dai designer ai produttori, fino alle aziende e alle scuole. Una vera operazione di design a km zero.
Gli eventi da seguire nella settimana sono tanti: mostre, dibattiti e workshop, alcuni sparsi per la città e i principali concentrati in tre location d’eccezione quali l’Archivio di Stato, le Officine Grandi Riparazioni e persino lo Juventus Stadium. Per chi volesse fare un veloce tour consigliamo presso l’Archivio di Stato la mostra Design e territorio, sull’annuale ADI Design Idex, i risultati del concorso promosso da Torino Lab Prodotti Tipici Industriali e la mostra DesignAbroad che promuove il design argentino all’estero. Lo Juventus Stadium ospita invece il progetto formativo Restart Up, dedicato ai sempre più numerosi giovani disoccupati. E, sempre sul tema occupazione, il 12 ottobre alle 9 – si terrà un convegno presso l’Archivio di Stato, titolo Più design per il Lavoro, sul tema del design strategico e sulla rivitalizzazione delle piccole e medi imprese. Tra tutti gli eventi il più atteso rimane Operae – festival del design autoprodotto -, ormai considerato quasi una manifestazione nella manifestazione, presso le Officine Grandi Riparazioni. Quest’anno oltre a un ricco parterre di espositori ci saranno incontri mirati e soprattutto interessanti workshop volti ad approfondire alcune tematiche e tecniche dell’autoproduzione.

La Pet Lamp di Alvaro Catálan de Ocón
La Pet Lamp di Alvaro Catálan de Ocón

Chi, durante il Salone del Mobile, presso lo Spazio Rossana Orlandi si era innamorato delle lampade di Alvaro Catálan de Ocón, non può perdere il workshop dello stesso designer che spiega passo passo come è passato da bottiglie di plastica alla Pet Lamp (venerdì 11 ottobre). Grazie a Designers up Close 24 giovani progettisti potranno mostrare il loro portfolio lavori ad alcuni designer emergenti. Giulio Iacchetti condurrà un workshop con Demode engeneered by Valcucine sulla progettazione basata sulla sottrazione, intitolato essenzialMente (sabato 12 ottobre). Matteo Ragni terrà invece il workshop per bambini e adulti Vieni a piedi, torna in macchina, in cui ogni partecipante potrà costruire la propria auto in cartone e legno partendo dal concept delle TobeUs.

– Valia Barriello

CONDIVIDI
Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.