Comic-Con, dopo San Diego fa tappa a New York. Un delirio di cartoon, fumetti, animazioni, toys, opere pop, per la fiera più festosa della Grande Mela

Dopo il Comic-Con di San Diego, è certamente quello di New York l’evento più atteso in USA per gli appassionati di fumetti e dintorni. Presso il Javits Center si è appena conclusa una quattro giorni incredibile dal punto di vista dell’offerta relativa a un mercato sempre più vasto e in ascesa. Un giro d’affari enorme, […]

ComicCon, New York

Dopo il Comic-Con di San Diego, è certamente quello di New York l’evento più atteso in USA per gli appassionati di fumetti e dintorni. Presso il Javits Center si è appena conclusa una quattro giorni incredibile dal punto di vista dell’offerta relativa a un mercato sempre più vasto e in ascesa. Un giro d’affari enorme, alimentato da giovani di tutte le età e con gusti e portafogli disparati, trasportarti dalla passione per il collezionismo di anime, graphic novel, libri illustrati – a volte di finissima qualità artistica- e oggettistica di ogni tipo. Non solo modellini, toys, e il classico merchandising da fiera, ma anche veri e propri abiti, parrucche, accessori per diventare “Cosplayer” ed entrare a fare parte di mondi di pura fantasia.

ComicCon, New York
ComicCon, New York

All’indomani della fiera, con la scenografica sfilata di incredibili personaggi, i giornali newyorchesi pubblicano le foto dei costumi più riusciti, insieme a quelle degli stand oiù ricchi e singolari. Case editrici, artigiani della plastica come dell’acciaio, proprietari di vere e proprie gallerie che propongono opere d’arte e oggetti personalizzati dagli artisti stessi: The Cotton Candy Machine, con sede a Williamsburg, offre i magnifici poster e prodotti realizzati con le immagini di Tara McPherson (che sta per inaugurare una mostra a Chelsea), mentre la Strychnin di Berlino porta nella Grande Mela i lavori di Kasey Tararuj, Daniel Van Nes, Katya Tal e altri ancora. E poi i pannelli con i Live Painting, con star del cinema e della televisione che raccolgono interviste, e intanto decine di pupazzi che invadono  gli stand do Clutter Magazine, incluso il TokiDoki dell’italiano Simone Legno. In un padiglione attiguo a quello principale  c’è l’ “Artist Aisle”, dove si riuniscono gli artisti che si presentano da indipendenti:  grande successo per Camilla d’Errico, David Stoupakis, Jill Thompson, Scott Campbell alias Pyramidcar, Jeremy Bastian e tanti altri nomi validissimi. Ma a parlare con più efficace di questo aggregato di follia, sono senza dubbio le immagini. Eccone una carrellata.

– Diana Di Nuzzo

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Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.