Va allo studio londinese Witherford Watson Mann il RIBA Stirling Prize 2013. La prima volta per un progetto di abitazione, la prima volta di un restauro: quello di un castello del XII secolo

Se un pensiero assai diffuso vuole che per gli italiani la casa sia uno dei valori irrinunciabili, questo deve valere in parte anche per gli inglesi. Almeno a giudicare dai risultati del RIBA Stirling Prize 2013 – una specie di Premio Nobel per l’architettura d’oltremanica -, che per la prima volta in 18 anni di […]

Se un pensiero assai diffuso vuole che per gli italiani la casa sia uno dei valori irrinunciabili, questo deve valere in parte anche per gli inglesi. Almeno a giudicare dai risultati del RIBA Stirling Prize 2013 – una specie di Premio Nobel per l’architettura d’oltremanica -, che per la prima volta in 18 anni di storia premia un progetto di abitazione, e per la prima volta un progetto di restauro. A trionfare è infatti lo studio londinese Witherford Watson Mann, per il concept di una casa contemporanea inserita nelle rovine del XII secolo del castello di Astley, nel Warwickshire.
La costruzione disposta su due piani si inserisce in dialogo con le pareti di arenaria della parte più antica del castello medievale abbandonato, creando zona giorno e camere da letto con un nuovo sistema di pavimenti e soffitti in legno. “È un messaggio forte lanciato nel dibattito sulla conservazione”, ha commentato il presidente del RIBA Stephen Hodder, nel corso della cerimonia tenutasi presso il Central Saint Martins Campus di Londra. L’affermazione di Witherford Watson Mann ha sorpreso anche gli allibratori, che davano per favoriti altri finalisti, da Niall McLaughlin Architects ad Alison Brooks.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.