Un pallone d’artista. Lo fanno in Giappone Anish Kapoor e Arata Isozaki, e dentro ci mettono una concert hall. A prova di tsunami…

Crea sempre un certo stupore l’incontro, ben riuscito, tra due diverse forme di creatività, quella artistica e quella architettonica. Nonché l’incontro tra due personalità, che di quei mondi, ormai, fanno parte come protagonisti da un bel po’ di anni: Anish Kapoor e Arata Isozaki. Indiano il primo, giapponese il secondo. Artista il primo, architetto il […]

La ArkNova Concert Hall (foto lucerne festival arknova 2013)

Crea sempre un certo stupore l’incontro, ben riuscito, tra due diverse forme di creatività, quella artistica e quella architettonica. Nonché l’incontro tra due personalità, che di quei mondi, ormai, fanno parte come protagonisti da un bel po’ di anni: Anish Kapoor e Arata Isozaki. Indiano il primo, giapponese il secondo. Artista il primo, architetto il secondo. Curvilineo il primo, geometrico il secondo. Eppure, la condivisione di un’idea, di un segno, di una funzione ha reso l’ArkNova Concert Hall da esperimento a primo esempio di auditorium temporaneo low tech.
Posizionata a Matsushima city, nel cuore di quel Giappone devastato dallo tsunami del 2011, ospiterà concerti, performance, workshop nell’ambito del Lucerne Festival, con l’intento di riportare energie positive ad un territorio ancora ferito, ma pronto a ripartire. Gonfiabile, il che  minimizza la sua struttura rendendolo sicuro anche in caso di sollecitazioni ambientali pericolose, la struttura ha una capienza massima per 500 posti ed è sorretta da una membrana pneumatica in vinile magenta luminescente, dalla caratteristica forma strombata tanto cara a Kapoor.
Morbida e accogliente come una grande conchiglia, l’ArkNova Concert Hall innesca sinergie capaci di risvegliare la sfera emozionale grazie allo spazio  che, letteralmente, avvolge chi c’è dentro. Facilmente smontabile, senza impatto ambientale e pure divertente…

– Giulia Mura

ark-nova.com

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.