Tutte le immagini in anteprima sul Wim Wenders fotografo in scena alla Casa della Fotografia di Napoli. Non solo cieli, oceani, boschi e scorci cittadini…

“Supporre magari, invece di sapere sempre tutto“. Poetico, visionario, estatico, altissimamente umano, carnalmente filosofico. Gli scatti di Wim Wenders sono come la sua cinematografia e queste sue parole: una finestra spalancata sul possibile, su un oltre indefinito, inafferrabile e nubiforme, abitato da quegli angeli di cieli sopra metropoli come dagli acrobati quotidiani che lottano col […]

Supporre magari, invece di sapere sempre tutto“. Poetico, visionario, estatico, altissimamente umano, carnalmente filosofico. Gli scatti di Wim Wenders sono come la sua cinematografia e queste sue parole: una finestra spalancata sul possibile, su un oltre indefinito, inafferrabile e nubiforme, abitato da quegli angeli di cieli sopra metropoli come dagli acrobati quotidiani che lottano col fango fecondo e sapido dei voli di ogni giorno sulla terra. L’al di “dove” di una metafisica che svela il vero senso dell’essere e come quei due mondi vissuti da quei diversi cittadini possano, inspiegabilmente, incastrarsi e offrire proprio nella loro integrazione la chiave della verità.

Immagini e parole inscindibili in mostra come nei suoi capolavori cinematografici, parole oniriche come sforzo di comprensione del reale non troppo lontane, nella memoria, dagli intensi monologhi, sospesi tra cielo e terra, filosofia e narrazione, dei suoi personaggi: uno su tutto, quello dell’epilogo de “Il cielo sopra Berlino”. Intercettate il giorno dell’inaugurazione, la curatrice Adriana Rispoli e Greta Dombrowski, rappresentate di Wenders Images, raccontano cosa questa mostra può svelarci in più o meglio sull'”artista integrale” Wim Wenders…

– Diana Gianquitto

www.polomusealenapoli.beniculturali.it

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Diana Gianquitto
Sono un critico, curatore e docente d’arte contemporanea, ma prima di tutto sono un “addetto ai lavori” desideroso di trasmettere, a chi dentro questi “lavori” non è, la mia grande passione e gioia per tutto ciò che è creatività contemporanea. Collaboro stabilmente con Artribune dal suo nascere, dopo aver militato fino al 2011 in Exibart. Curo rassegne, incontri, mostre, corsi, workshops e seminari in collaborazione, tra gli altri, con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, il Forum Universale delle Culture 2010, la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’Università Parthenope e le gallerie Overfoto e Al Blu Di Prussia. Sono da anni ideatrice, curatrice e docente di corsi e laboratori di avvicinamento all’arte contemporanea in numerosi enti culturali, condotti secondo una metodica sperimentale da me ideata che sintetizzo sotto il label di CCrEAA - Comprensione CReativa e Empatico Ascolto dell'Arte e che mira a promuovere un ascolto empatico dell’arte allo scopo di una sua comprensione, comunicazione, divulgazione e veicolazione più profonda e incisiva. La mia ricerca è orientata in particolare verso le forme espressive legate alle tecnologie digitali, all’immateriale, alla luce e all'evanescenza, a un’evocazione di tipo organico, a una ricognizione olistica del senso antropico ed esistenziale capace di armonizzare indagine estetica, sensoriale, cognitiva, emotiva e relazionale. [ph: Giuliana Calomino (particolare)]