Soltanto (!) 220 milioni di dollari per comprare la casa dove visse e morì Pablo Picasso. La vendono a Mougins, nel sud della Francia

Chi non alletterebbe l’idea di acquistare la casa di un grande artista che, notoriamente, aveva un gran gusto non solo per le belle donne ma anche per abitazioni suntuose? Ebbene, nonostante il prezzo non sia di certo accessibile ai più, il sogno di qualche facoltoso magnate d’arte potrebbe diventare realtà. Dalla Francia arriva infatti la […]

Chi non alletterebbe l’idea di acquistare la casa di un grande artista che, notoriamente, aveva un gran gusto non solo per le belle donne ma anche per abitazioni suntuose? Ebbene, nonostante il prezzo non sia di certo accessibile ai più, il sogno di qualche facoltoso magnate d’arte potrebbe diventare realtà. Dalla Francia arriva infatti la notizia della messa in vendita dell’ultima casa di Pablo Picasso, nel villaggio francese di Mougins, dove l’artista morì dopo avervi trascorso gli ultimi quindici anni della sua vita.
La “reggia” conta 35 stanze – comprendenti 10 camere da letto e 8 bagni –, una dependance per gli ospiti, due piscine, un campo da tennis ed un enorme giardino. Il prezzo? 220 milioni di dollari, pari a circa 167 milioni di euro. Una cifra notevole, soprattutto se si pensa che il valore attuale dell’immobile è di 15 volte superiore rispetto il prezzo a cui l’acquistò l’attuale proprietario, un misterioso mercante d’arte belga, che fece il colpaccio nel 2008. Una cifra mai confermata, ma che si aggirerebbe tra il 13 e i 16 milioni di dollari.
La mega-villa, in passato nota come Mas de Notre-Dame du Vie – è permeata non solo di storia e di genio, ma anche di tragedia. Le sue lussuose mura, infatti, non videro solo la morte del grande artista, ma anche quella della sua seconda moglie, Jacqueline Roque, che si suicidò con un colpo di pistola nel 1986, 13 anni dopo la morte di Picasso.
La dimora ha subito numerosi lavori di ristrutturazione, che le hanno conferito di certo un aspetto più minimalista. La pianta originale, però, è stata mantenuta. Il fortunato che l’acquisterà, infatti, potrà godere delle decine di stanze in cui l’arte, la passione e la morte di uno dei maggiori esponenti artistici del Novecento, si mescolarono insieme per anni, conferendo a quelle pareti un valore davvero inestimabile.

– Serena Savelli

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Serena Savelli
Nasce a Roma il 24 ottobre 1983. Si laurea a pieni voti nel 2011 presso la facoltà di Informazione, editoria e giornalismo dell’Università degli Studi di Roma Tre. Conclude il suo percorso accademico con la tesi “Arte e pubblicità”, focalizzandosi su due dei suoi interessi principali: l’arte e la comunicazione. Folgorata dalle potenzialità del web 2.0 e dei blog, poco più che ventenne decide di trasformare la semplice passione per la scrittura in una professione. Così, negli anni, colleziona collaborazioni importanti con riviste e redazioni di vario genere, scrivendo perlopiù di arte contemporanea, cronaca locale ed enogastronomia. Dal 2007 è redattrice interna della casa editrice Publigiovane ed è caporedattore del mensile Urlo: la scena di Roma e del quotidiano online Urloweb.
  • Angelov

    Si, le vale.
    Darò subito mandato al mio collaboratore-amministratore di staccare immantinentemente uno cheque per la caparra, ed inviarlo a chi di dovere con celerità.
    Saluti, Angelov

    • Angelov

      Non posso che ringraziare la Redazione per aver pubblicato la mia missiva-mandato di acquisto della suddetta tenuta-proprietà.
      Sarà mio dovere, a transazione avvenuta, incaricare il mio Maggiordomo affinché voi tutti siate invitati per il Party di Inaugurazione, e per soggiorni free-lance a seconda dei vostri impegni.
      Il tutto in sobrietà, e trallalà rallàrallà…