Segni della ripresa economica? Sotheby’s aumenta le guarantees, che sono come i fidi per le banche: erano bloccate dal 2008

Sotheby’s si apre verso la stagione autunnale annunciando la maggiore disponibilità a concedere garanzie ai venditori che sceglieranno la casa per la vendita delle proprie opere. Guerra aperta dunque con le altre case d’asta, per guadagnarsi migliori e più numerosi consignments, aumentando la propria capacità di garantire prestiti a $300 milioni. Finora Sotheby’s ha totalizzato […]

Sotheby’s si apre verso la stagione autunnale annunciando la maggiore disponibilità a concedere garanzie ai venditori che sceglieranno la casa per la vendita delle proprie opere. Guerra aperta dunque con le altre case d’asta, per guadagnarsi migliori e più numerosi consignments, aumentando la propria capacità di garantire prestiti a $300 milioni. Finora Sotheby’s ha totalizzato $166 milioni di garanzie concesse nel 2013, inclusi i $23.5 milioni di anonimi garanti al di fuori della casa. A partire dalla crisi economica del 2008, le case d’asta si sono rivelate meno propense a concedere garanzie a causa delle grosse perdite dovute alla vendita sotto la stima minima o la mancata vendita di molte delle opere garantite. Ad esempio, nel 2008 Sotheby’s calcolò un buco di $60 milioni. Attraverso lo strumento della garanzia, le case d’asta cercano di assicurarsi le opere migliori per le proprie vendite, e al minimo prezzo. I collezionisti infatti, a fronte di una somma di denaro garantita, sono disposti a ricevere una cifra inferiore di quella che eventualmente raggiungerebbero nel gioco al rialzo.
Spesso si sente parlare di una Third-party guarantee: in questo caso non è la casa d’asta che si assume il rischio in prima persona, ma una terza persona esterna, spesso un gruppo selezionato e anonimo di collezionisti e dealers. Se le offerte si fermano al prezzo garantito, acquisiscono il lotto; se le offerte superano quella cifra, perdono il lotto ma guadagnano una percentuale sulla commissione della casa d’aste.
Le garanzie sono un aspetto del mercato all’incanto che emerge nei periodi di prosperità, e questa rinnovata spinta a concedere credito anticipato ai collezionisti fa vedere come il mercato artistico stia vivendo un momento di forte stabilità, ai massimi livelli.

– Martina Gambillara

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Martina Gambillara
Martina Gambillara (Padova, 1984), laureata in Economia e Gestione dell'Arte, si è interessata fin dai primi anni dell'università al rapporto tra arte e mercato, culminato nella tesi Specialistica in cui ha indagato il fenomeno della speculazione nel mercato dell'arte cinese dell'ultimo decennio. Per passione personale si è costantemente dedicata all'osservazione dei risultati d'asta soprattutto del segmento di Arte Contemporanea, estrapolandone i trend e la correlazione con i mercati finanziari. In seguito il suo interesse si è spostato verso i mercati emergenti, da quello cinese scelto per la sua tesi, a quello sud-asiatico e mediorientale. Ha lavorato per gallerie, case d'asta e dal 2011 fa parte dello staff editoriale di Artribune.
  • Suonano in maniera inquietante simili a quegli strumenti finanziari strutturati che tanto bene han fatto ai mercati….