Pietro Leeman, Andy Luotto e Pierchristian Zanotto: tre grandi chef per rileggere col cibo le immagini (di cibo) del fotografo Henry Hargreaves. Accade a Venezia, a San Servolo: ecco chiccera

    Accade sempre più spesso, che arte e cibo incrocino le proprie strade in progetti comuni. Accade anche che i progetti nascano per sviluppare ambiti creativi comuni: meno spesso capita che ad essere coinvolti siano graandi nomi, de3lle arti visive come della gastronomia. L’occasione si presenta a San Servolo, l’isola della Laguna di Venezia […]

 

 

Accade sempre più spesso, che arte e cibo incrocino le proprie strade in progetti comuni. Accade anche che i progetti nascano per sviluppare ambiti creativi comuni: meno spesso capita che ad essere coinvolti siano graandi nomi, de3lle arti visive come della gastronomia. L’occasione si presenta a San Servolo, l’isola della Laguna di Venezia già ospite del manicomio cittadino: ed in questo caso più che l’artista – il pur bravissimo fotografo Henry Hargreaves, alla sua prima personale italiana – i nomi di grido sono quelli degli chef, chiamati a proporre le lore creazioni ispirate proprio alle immagini in mostra. I nomi? Da Pietro Leeman, patron dello storico ristorante veg-gourmet Joia, a Andy Luotto, già famoso attore di tv e teatro è oggi chef apprezzato a livello internazionale per la propria visione antropologica della cucina, a Pierchristian Zanotto, giovane interprete della cucina veneta.

Teatro delle performance, la bellissima terrazza con vista sull’“altro” bacino di San Marco, raggiunta dopo aver passato in rassegna la serie fotografica No Second, dedicata da Hargreaves all’ultimo pasto chiesto da una serie di condannati a morte nelle carceri USA. Nelle more dell’esibizione, Zanotto ha colto l’occasione per presentare uno specialissimo forno ad energia solare, concepito anche per essere messo a disposizione delle popolazioni sub-sahariane. Noi di Artribune eravamo alla serata, ecco chiccera…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.