Per chi vuole cenare all’ombra di un Vedova o un Pomodoro: a Milano apre Larte, spazio presieduto da Davide Rampello a metà strada fra ristorante, store e galleria. Ecco chiccera all’opening…

Al civico cinque di via Manzoni, in quel di Milano, ha vissuto tra gli altri pure Carlo Emilio Gadda. Non può non venire alla mente, allora, quel passo della Cognizione dove sbeffeggia il rito alto-borghese del pasto domenicale, inquadrando ai tavoli del ristorante la volgare voracità dei suoi tremendi ossobuchivori. Ben altro target, decisamente up, […]

Larte, esterno

Al civico cinque di via Manzoni, in quel di Milano, ha vissuto tra gli altri pure Carlo Emilio Gadda. Non può non venire alla mente, allora, quel passo della Cognizione dove sbeffeggia il rito alto-borghese del pasto domenicale, inquadrando ai tavoli del ristorante la volgare voracità dei suoi tremendi ossobuchivori. Ben altro target, decisamente up, e atmosfera – è chiaro – più piacevole per Larte. Un nuovo spazio ibrido, per convenzione definibile come ristorante, voluto da quel cartello di eccellenze italiane che risponde al nome di Fondazione Altagamma: un sodalizio che vede Alessi e Artemide lavorare a fianco di Caffarel e Sanpellegrino, oltre ai brand illycaffè e Santo Versace, Cantine Ferrari ed MK Consulting, Bellavista e Ca’ del Bosco, Baratti & Milano, Federico Regalia e Capri Palace Hotel. Si mangia – o meglio si mangerà: l’opening per il pubblico è fissato per il 1 ottobre. E si compra, nello spaccio di lusso che propone golosità e meraviglie gastronomiche che onorano il made in Italy. Ma considerato che presidente e direttore creativo de Larte è Davide Rampello, si capisce come il nome dell’avventura non sia stato scelto a caso. Alberto Burri e Carlo Mollino, Emilio Vedova e Arnaldo Pomodoro: le pareti e le nicchie del ristorante si popolano di pezzi d’autore, figli delle collezioni private dei rispettivi partner. Un allestimento in evoluzione e in costante mutamento, che conta su alcune presenze inamovibili ed altre a rotazione, per un continuo refresh della pregiata scenografia. Più che pettinato l’opening-party, con i re della cucina italiana a sfilare sul red carpet: partendo da Gualtiero Marchesi e arrivando alla star di Masterchef  Bruno Barbieri. E siccome i grandi affari si fanno, nel mondo del calcio, con le gambe sotto il tavolo, ecco spuntare pure Adriano Galliani 

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.