Michelangelo Pistoletto imperatore del Giappone. Va a lui il Praemium Imperiale del giubileo, assieme a Gormley, Chipperfield, Domingo e Coppola

“Per l’incessante sforzo di rompere le barriere delle tradizionali discipline artistiche e per aver portato l’arte al centro dell’umanità”. Con queste motivazioni Michelangelo Pistoletto è stato insignito del prestigioso Praemium Imperiale, la cui venticinquesima edizione si è conclusa questa mattina con la  cerimonia di proclamazione dei cinque vincitori presso l’Istituto di Cultura Giapponese a Roma, […]

Michelangelo Pistoletto (foto Sebastiano Luciano)

“Per l’incessante sforzo di rompere le barriere delle tradizionali discipline artistiche e per aver portato l’arte al centro dell’umanità”. Con queste motivazioni Michelangelo Pistoletto è stato insignito del prestigioso Praemium Imperiale, la cui venticinquesima edizione si è conclusa questa mattina con la  cerimonia di proclamazione dei cinque vincitori presso l’Istituto di Cultura Giapponese a Roma, fra l’entusiasmo evidente già dalla reazione della stampa e del pubblico presente. Un premio che si pone l’obiettivo di offrire un riconoscimento agli artisti tutti “per l’influenza da essi esercitata sul mondo dell’arte a livello internazionale e per il contributo dato alla comunità mondiale con la loro attività”. L’artista, premiato per la sezione Pittura, si ripromette di utilizzare il premio per proseguire la sua ricerca che intende fare dell’arte il mezzo con cui affrontare i problemi della nostra società, per ridare vita ad una moralità che ormai è persa. Come lui stesso l’ha definita, “l’arte che si unisce alla società per creare libertà, riflessione e responsabilità”. “Pistoletto è una figura carismatica“, ha dichiarato Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione Maxxi, “un artista generoso che ha saputo portare la sua opera vicino alla gente grazie al progetto di Cittadellarte che da anni promuove con passione e impegno, e questo premio internazionale ci rende particolarmente orgogliosi“.
A lui si aggiungono gli altri protagonisti di questa prestigiosa e particolarmente ricca edizione del giubileo, lo scultore inglese Antony Gormley (Londra, 1950) i cui corpi sono spesso la “condizione necessaria per ripensare il nostro posto nel mondo”; l’architetto David Chipperfield (Londra, 1953) per l’intento di ristabilire attraverso le sue strutture un dialogo tra il luogo e la storia; il tenore Plàcido Domingo (Madrid, 1941) animato da inesausta vitalità nell’impegno per far conoscere la bellezza della musica lirica, ed infine Francis Ford Coppola (Detroit, 1939) di cui sono ben noti al grande pubblico i diversi riconoscimenti avuti durante la carriera.
Se però i riconoscimenti si fermassero a questi grandi nomi, si tratterebbe “solo” di un elogio – ovviamente doveroso – ma a cui mancherebbe lo slancio verso il futuro prossimo, agli artisti più giovani. In concomitanza del Praemium ogni anno invece, viene assegnata dalla Japan Art Association una borsa di studio del valore di 39mila euro ad un’istituzione che promuova la partecipazione dei giovani all’arte. Vincitrice di quest’anno è la JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, che dal 2006 si propone di avvicinare bambini e ragazzi allo studio e all’ascolto della musica classica. Dunque non solo riconoscimenti a carriere brillanti, ma anche l’incoraggiamento nel guardare alle arti e al futuro con maggiore fiducia.

– Claudia Fiasca

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.