Le grandi mostre pagano: così Filippo Del Corno, assessore alla cultura di Milano, che commenta l’aumento degli occupati nelle imprese che fanno turismo in città. E inaugura a Palazzo Reale i ritratti della collezione del Pompidou

Due capezzoli per occhi, tenui areole a suggerire uno sguardo stranito; la linea di un sesso implume al posto della bocca, in una smorfia di enigmatico e attonito stupore. È Lo stupro di René Magritte l’immagine coordinata che accompagna Il volto del ‘900, catalogo di circa ottanta pezzi della collezione del Centre Pompidou portati da […]

I ritratti del centre Pompidou a Milano

Due capezzoli per occhi, tenui areole a suggerire uno sguardo stranito; la linea di un sesso implume al posto della bocca, in una smorfia di enigmatico e attonito stupore. È Lo stupro di René Magritte l’immagine coordinata che accompagna Il volto del ‘900, catalogo di circa ottanta pezzi della collezione del Centre Pompidou portati da Skira e MondoMostre a Palazzo Reale. Non sono passate ventiquattro ore dall’inaugurazione della grande mostra su Pollock e compagni che in città si celebra un nuovo taglio del nastro: autunno caldo sul fronte dell’arte a Milano, con l’assessore alla cultura Filippo Del Corno che prende la palla al balzo per gongolare al cospetto dei freschissimi dati sul turismo diffusi dalla Camera di Commercio. Con il capoluogo lombardo che vede aumentare l’occupazione nel comparto dell’1,3%, contando oltre 1.500 nuove assunzioni in un anno. Aria fresca in prospettiva Expo e, secondo Del Corno, il segno tangibile di un lavoro sulla capacità attrattiva della città che comincia a dare i propri frutti.
Ecco spiegata implicitamente la politica dei fuoriclasse, per progetti espositivi che vantano innegabile appeal nei confronti del grande pubblico. A scorrere l’elenco dei nomi in prestito da Parigi sembra di sfogliare il sommario di un libro di storia dell’arte: ecco i vari Modigliani, Picasso, Bacon e Matisse; e poi ancora Ernst, Mirò, Baselitz e Brancusi. Da scoprire nella preview video…

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • ruggero

    Sono bei dati e bei numeri, motivo d’orgoglio per un settore troppo spesso bistrattato. Bisognerebbe però fare un’articolo anche su come vengono gestiti questi 1500 nuovi posti di lavoro… io lavoro nelle mostre da anni e solo adesso ho strappato un contratto a progetto… ci hanno pagato anche coi voucher postali eppure siamo sempre disponibili a tutto, facciamo turni massacranti mangiando un panino nel sottoscala, abbiamo una reperibilità 24 su 24 da cardiochirurghi e se qualche personalità ha il capriccio di prolungare l’orario di chiusura noi restiamo a lavorare senza preavviso. Nonostante questo la sicurezza di opere inestimabili e la fruibilità per masse e masse di persone passa sempre nelle nostre mani e la maggior parte di noi svolge il lavoro in maniera professionale senza sbavature.