Lavoro in corso ai musei, l’arte la esponiamo nel granaio. Polonia pragmatica: da Lorenzo Lotto a Canova e Thorvaldsen, Cracovia si inventa lo spazio dell’Europeum

In attesa del completamento dell’impegnativo Museo di Kantor sul lungo Vistola, dopo un breve stop ai lavori nel 2012, Cracovia sembra puntare tutto sul riassetto delle strutture museali preesistenti. Nasce così con una forte dose di pragmatismo il progetto Europeum, costato una cifra di poco superiore ai 2 milioni di euro. Dopotutto, la carenza di […]

In attesa del completamento dell’impegnativo Museo di Kantor sul lungo Vistola, dopo un breve stop ai lavori nel 2012, Cracovia sembra puntare tutto sul riassetto delle strutture museali preesistenti. Nasce così con una forte dose di pragmatismo il progetto Europeum, costato una cifra di poco superiore ai 2 milioni di euro. Dopotutto, la carenza di uno spazio ufficiale per l’arte contemporanea era già stata colmata di recente dal MOCAK progettato dallo studio Claudio Nardi Architects. Convince insomma l’idea di riconvertire l’ex-deposito mobili del Museo nazionale di Cracovia – lo vedete nella fotogallery – in una superficie espositiva per le sue raccolte di arte figurativa occidentale. Sebbene il catalogo dell’Europeum non possa contare sulla Dama con l’Ermellino di Leonardo da Vinci e sui due paesaggi di Rembrandt, che ritorneranno al legittimo proprietario una volta completato il restauro del Museo Czartoryski, la raccolta di proprietà statale non sembra sfigurare di fronte a quella del nobile casato polacco.
Le oltre 100 opere esposte sono state raggruppate per piccoli nuclei tematici e iconografici in modo da scongiurare il rischio di offrire una tediosa lezione di storia al visitatore”, ha spiegato Janusz Wałek, co-realizzatore del percorso espositivo. Tante le opere di valore in mostra, che si inseriscono cronologicamente tra una Madonna lignea duecentesca di scuola catalana realizzata da un anonimo scultore, e la Natura morta con bottiglie e pipa (1927) di Vlaminck: in mezzo ci sono Bruegel il Vecchio, Lorenzo Lotto, Mattia Preti, Bernardo Strozzi, due sorprendenti dipinti di Gaspare Diziani, ma anche nomi dal pennello veloce come Luca Giordano e Alessandro Magnasco, tutti esposti al secondo piano di un ex-granaio dei Frati Minori Cappuccini, risalente al Seicento. Al pianterreno dell’Europeum, altre due sale, delle quali una interamente dedicata a Canova e Thorvaldsen, i fuoriclasse del neoclassicismo continentale.

– Giuseppe Sedia

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Giuseppe Sedia
Giornalista e reporter freelance nato il 6 luglio 1982 a Montreuil (Francia). Scrive di attualità, politica, cultura e spettacoli. È redattore del ‘Krakow Post’. I suoi articoli dedicati a cinema, videogiochi e arti visive sono apparsi su numerose riviste e web magazine italiani e stranieri (‘Warsaw Business Journal’, ‘Il Manifesto-Alias’, ‘Cafe Babel’, ‘Cineforum’, ‘Exibart’, ‘Film International’, ‘Asia Express’, ‘Sentieri Servaggi’). Attualmente vive in Polonia.