La biografia in musica di Andy Warhol. Al Teatro i di Milano va in scena Songs for Drella, scritta da Lou Reed e John Cale

È uno dei piatti più appetitosi dell’enorme menu di Autunno americano, la rassegna del Comune di Milano che fino a febbraio 2014 racconta con mostre, concerti, spettacoli teatrali e altro la cultura degli Stati Uniti. Venerdì 27 settembre al Teatro i va “in scena” il mitico concept album Songs for Drella, biografia in musica di Andy […]

La cover dell'album Songs for Drella

È uno dei piatti più appetitosi dell’enorme menu di Autunno americano, la rassegna del Comune di Milano che fino a febbraio 2014 racconta con mostre, concerti, spettacoli teatrali e altro la cultura degli Stati Uniti. Venerdì 27 settembre al Teatro i va “in scena” il mitico concept album Songs for Drella, biografia in musica di Andy Warhol scritta e interpretata da Lou Reed e John Cale, anima dei “suoi” Velvet Underground. Quindici brani, da Small town – che racconta i complessi di un adolescente di Pittsburgh “con la pelle brutta, gli occhi brutti, gay e grassoccio” – a Hello, it’s me, struggente lettera post mortem  indirizzata a Andy nell’oltretomba.
L’adattamento è di Carlo Boccadoro, che suonerà il piano accompagnato da Piercarlo Sacco alla viola (lo strumento per antonomasia di Cale) e da una schiera di ospiti che eseguiranno i quindici brani, uno ciascuno, cantandoli o leggendoli. Tra gli altri, Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, l’attrice teatrale Federica Fracassi, gli scrittori Aldo Nove e Giuseppe Genna. Songs for Drella torna in un certo senso alle sue origini, dato che fu concepito per un’esecuzione pubblica e solo l’anno dopo diventò un disco.

– Stefano Castelli

Venerdì 27 settembre 2013 – ore 21
Songs for Drella
Progetto di Aldo Nove e Federica Fracassi
Elaborazioni musicali di Carlo Boccadoro
Teatro i
Via Gaudenzio Ferrari 11 – Milano
www.teatroi.org

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.