Jurgen Mayer H. e l’architettura fotocopia. Inaugurato il nuovo edificio della Corte di Giustizia di Hasselt, in Belgio: ecco le immagini

Nonostante il progetto nasca dalla joint venture di ben tre studi di architettura – Jurgen Mayer H., a20 architechten e Lens Ass architechten – la sintesi stilistica che viene fuori, per la nuova Corte di Giustizia di Hasselt, in Belgio, appena inaugurata, non può che sottolineare la dominanza del primo sugli altri due. Ormai si […]

Nonostante il progetto nasca dalla joint venture di ben tre studi di architettura – Jurgen Mayer H., a20 architechten e Lens Ass architechten – la sintesi stilistica che viene fuori, per la nuova Corte di Giustizia di Hasselt, in Belgio, appena inaugurata, non può che sottolineare la dominanza del primo sugli altri due. Ormai si sa, squadra che vince non si cambia. Ma questo, almeno nel mondo dell’architettura, comporta un rapido inpigrimento della sperimentazione. Vanno bene le correnti stilistiche. Vanno bene anche certi elementi di dettaglio che costituiscono la firma di alcuni progettisti. Ma pensare di replicare all’infinito un segno, dove può portare se non verso l’idea dell’architettura fotocopia? Neanche più del “Cut&Paste”, dove, in un’operazione concettuale di riduzione, si accostano elementi e configurazioni già viste in un mix nuovo.
Qui il discorso è ancora più basico: semplicemente, quest’edificio é uguale alla maggior parte degli altri realizzati da Jurgen Mayer. Una piastra e una torre, alta 64 metri. Un edificio multifunzione diviso in tre unità separate: una dedicata esclusivamente alla Corte, una alla biblioteca universitaria, e una parte dedicata ad uffici con auditorium della facoltà di legge e ristorante panoramico. Una pelle esterna, completata nel 2011, con le già viste e riviste bucature liquide che dovrebbero vivacizzarne i prospetti, con i loro angoli smussati e la loro geometria irregolare. Un edificio parzialmente trasparente ( anche se, rispetto ai render, il colore generale del manufatto e degli infissi è molto più scuro e triste) con accesso pubblico, che si è –  nel bene e nel male – subito trasformato in simbolo e landmark urbano, visibile da buona parte della cittadina fiamminga.
Il progetto, inserito in un più ampio masterplan curato dai West8, prevede il recupero dell’asse ferroviario con l’inserimento di parchi, spazi pubblici, hotel, uffici e blocchi residenziali. Se non altro, circondata da altri edifici contemporanei e da molto molto verde, la Corte, forse, si farà Giustizia.

– Giulia Mura

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Giulia Mura
Liceo classico E.Q.Visconti, laurea triennale in Arredamento e Architettura di Interni presso l’Università la Sapienza – Valle Giulia con tesi sperimentale in museografia (prof.ssa Daniela Fonti e Rossella Caruso), e master in “European Museology” presso la Iulm di Milano (prof. Massimo Negri) . Da qualche anno collabora con il prof. Luigi Prestinenza Puglisi , con cui collabora presso il laboratorio PresS/T factory nel ruolo di organizzatrice di Mostre ed Allestimenti presso la Casa dell’architettura- Acquario Romano, nonché come giurata nei concorsi e assistente all’Università Ludovico Quaroni, facoltà di disegno industriale. Scrive per www.presS/Tmagazine.it, per la rivista araba Compasses (www.compasses.ae) e per Artribune (www.artribune.com). Attualmente impegnata come junior curator per la seconda edizione di Worldwide Architecture, edizioni Utet e consulente museologia al museo Mafos ( Museo e Archivio di Fotografia storica), Roma.