Jannis Kounellis da Volume!. Dopo quindici anni un grande ritorno, rievocando gli inizi dello spazio romano. E torna anche Danilo Eccher, che una pagina di storia dell’art system capitolino la scrisse anche lui, qualche tempo fa

Quindici anni fa una mostra che inaugurava le attività dello spazio di Via San Francesco di Sales, destinato a diventare in breve tempo uno dei riferimenti per l’arte contemporanea più attivi e strategici di Roma. Oggi, Jannis Kounellis, torna da VOLUME! con una nuova installazione, a segnare l’importante tappa di questo primo quindicennio, a evocare […]

Jannis Kounellis, Fondazione Volume!, Roma

Quindici anni fa una mostra che inaugurava le attività dello spazio di Via San Francesco di Sales, destinato a diventare in breve tempo uno dei riferimenti per l’arte contemporanea più attivi e strategici di Roma. Oggi, Jannis Kounellis, torna da VOLUME! con una nuova installazione, a segnare l’importante tappa di questo primo quindicennio, a evocare la memoria degli inizi e a segnare, ancora una volta, la linea d’eccellenza che la Fondazione di Franco Nucci ha scelto e perseguito con costanza.
Una trama di fitte corde si avviluppa su grandi lastre in ferro, per un atto unico che scandisce i volumi e accompagna lo sguardo, lungo un tempo dell’origine. Con un lavoro paziente di tessitura e di rimodulazione, i grandi temi del contemporaneo, tra arte povera e concettualismo, vengono ripercorsi, connotando l’atto artistico come forma di narrazione e insieme di misurazione, di riflessione sui codici arcaici e sulle nuove forme d’espressione, di contemplazione del vuoto e di riscrittura del senso, dalla pagina alla scena, dalla materia all’idea. L’armadio di quel primo intervento del 1998 torna, oggi, nella stessa posizione di allora, ma con nuovi significati impressi in superficie: stratificazioni, passaggi, energie assorbite e restituite.
A curare la mostra è Danilo Eccher, un ritorno nella Capitale in grande stile, con uno dei più grandi maestri internazionali. E qualcuno già mormora: viste le nebbie che circondano il Macro, e i probabili stravolgimenti di governance all’orizzonte, non sarà mica un riaffacciarsi volontario o addirittura un segnale? In tema di revival e di ritorni a distanza di anni, l’ex direttore del Museo potrebbe anche essere tra i papabili in corsa per quella cara, vecchia poltrona. Chissà.

– Helga Marsala

www.fondazionevolume.com

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.