Göteborg Updates: censura abolita in Svezia? No, alla Biennale accade il paradosso. Censurato un film dedicato alla storia della censura…

Magic Bullet è un film di ben 49 ore, un montaggio realizzato da Markus Öhrn (Niskanpää, Svezia, 1972; vive e lavora tra Niskanpää e Berlino), in cui l’artista mostra in ordine cronologico tutte le scene tagliate dai film dall’agenzia nazionale svedese per la censura, la Statens Biografbyrå, tra il 1934 e il 2002. Un ufficio […]

Magic Bullet è un film di ben 49 ore, un montaggio realizzato da Markus Öhrn (Niskanpää, Svezia, 1972; vive e lavora tra Niskanpää e Berlino), in cui l’artista mostra in ordine cronologico tutte le scene tagliate dai film dall’agenzia nazionale svedese per la censura, la Statens Biografbyrå, tra il 1934 e il 2002. Un ufficio attivo dal 1911 al 2011, con il compito di eliminare dalle pellicole tutte le sequenze che avrebbero potuto influenzare negativamente il cittadino ed essere contrarie al buon costume.
Datato 2009 e già presentato in altri contesti, sia in Svezia sia all’estero, il progetto di Markus Öhrn avrebbe dovuto essere proiettato su uno schermo fuori dall’Opera, all’interno della sezione della Biennale curata da Joanna Warsza, Art & Crime: legally on the edge. Si usa il condizionale passato, purtroppo, perché, seppur si fosse scelto di mostrare il lavoro soltanto dalle undici di sera alle sei del mattino per non urtare la sensibilità dei bambini, all’ultimo momento è stato posto un veto alla proiezione sugli schermi dell’Opera. Il cambio di parere è stato comunicato pochi giorni prima dell’apertura, con una lettera. Troppo tardi per cercare un’alternativa, quindi Magic Bullet è presente solo sulle mappe. O su internet, con qualche stralcio. Siamo così sicuri che la Statens Biografbyrå sia stata chiusa davvero?

– Marta Cereda

www.gibca.se
magic-bullet.org

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.