Dieci ragazzi difficili per un graffito. Hanno problemi giudiziari alle spalle i protagonisti del workshop che anima il progetto Lecco Street View: guidati dal writer Lucamaleonte affrescano il sottopasso della stazione

Affrontare il tema della legalità sfruttando un codice linguistico che vive sulla tensione costante tra lecito e illecito. Un ossimoro intrigante quello che anima la tranche 2013 di Lecco Street View, tappa più recente del processo triennale che ha visto la città lombarda aprire le proprie porte – e offrire muri – a writers e […]

La sede del Centro Giovani di Lecco

Affrontare il tema della legalità sfruttando un codice linguistico che vive sulla tensione costante tra lecito e illecito. Un ossimoro intrigante quello che anima la tranche 2013 di Lecco Street View, tappa più recente del processo triennale che ha visto la città lombarda aprire le proprie porte – e offrire muri – a writers e graffitari. Trasformandosi in una palestra dove permettere l’incontro tra artisti fatti e finiti e giovani promesse locali, laboratorio a cielo aperto destinato a convogliare le energie creative ed evitarne la dispersione. Nel 2012 erano stati invitati in mostra e per una serie di interventi site-specific nomi grossi della scena milanese, punto di riferimento non solo per il nord-Italia: ecco i vari Pao, Kayone, Bros e Mr.Wany portare stencil e bombolette, idee e consigli.
Quest’anno il percorso, guidato da Chiara Canali, si orienta in maniera ancora più decisa verso l’interazione, la condivisione di pratiche che vogliono attraverso l’arte vincere il pericolo dell’esclusione sociale. Sono una decina i carcerati e le persone (adulte e minori) sottoposte a vincolo giudiziario che in queste ore partecipano al workshop del writer romano Lucamaleonte. Le sale del Centro Giovani di Lecco, che porta sulle facciate i segni del passaggio degli street-artist, evoca l’atmosfera della bottega rinascimentale. Con il maestro che elabora le dime; mentre gli allievi armeggiano con punte e taglierini, creando la maschera dell’opera che sabato 7 settembre verrà realizzata nel sottopasso pedonale della stazione ferroviaria. Ad accompagnare il graffito collettivo un altro pezzo d’autore: è il writer belga ROA a firmare anche a Lecco uno dei suoi celebri volatili in bianco e nero, già posato a Brick Lane e in altri contesti urbani. Piume ed ali anche per la creazione indotta da Lucamaleonte, elementi assunti a icone di libertà. Intellettuale prima che reale.

– Francesco Sala


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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.
  • Martina

    Ma raccogliere mozziconi di sigarette, siringhe usate e lattine vuote ai giardinetti sembra troppo reazionario? Ah giusto, il progresso, il politically correct… io personalmente ripristinerei i lavori forzati….