Buon gusto, e anche tanti soldi. Abbiamo un inviato anche alla fiera Expo Chicago: ecco il racconto dell’opening e tante immagini…

Colori scuri, scarpe comode dai colori brillanti e occhiali dalle montature spesse. È tutto abbigliato allo stesso modo, il popolo artsy internazionale che si incontra alla fiera d’arte di Chicago, e sembra integrarsi perfettamente con la sofisticata élite locale. Dopo aver visitato alcune collezioni private, in particolare casa Pritzker, due cose risultano chiare: c’è tanto buon […]

Colori scuri, scarpe comode dai colori brillanti e occhiali dalle montature spesse. È tutto abbigliato allo stesso modo, il popolo artsy internazionale che si incontra alla fiera d’arte di Chicago, e sembra integrarsi perfettamente con la sofisticata élite locale. Dopo aver visitato alcune collezioni private, in particolare casa Pritzker, due cose risultano chiare: c’è tanto buon gusto in questa città, e ci sono tanti soldi. Le porte di Expo Chicago si sono finalmente aperte, in una location da sogno ariosa e piena di spazio. Alle 17 c’erano giá 3mila visitatori al Navy Pier: Tony Karman e il suo team hanno centrato in pieno l’obbiettivo di creare un “evento”.
Da non perdere Exposure, la sezione della fiera dedicata alle gallerie giovani che presentano lavori di uno o due artisti. Dalla Costa Rica a Dusseldorf, una selezione forte di opere con alcune proposte di rilievo. I collages di Jacob Whibley alla Bourouina Gallery (Berlino); Heaven is a Place on Earth – un insieme di colorate bilance – alla Workplace Gallery (Gateshead); il lavoro pieno di humour di William Powhida alla Charlie James Gallery (Los Angeles), i “performative drawings” di Tony Orrico alla Marso (Cittá del Messico). Altre impressioni, le lasciamo alla fotogallery…

– Igor Ramírez García-Peralta

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Igor Ramírez García-Peralta
Igor Ramírez collabora con diverse testate in Europa e nelle Americhe. È Special Projects Manager di Thyssen Bornemisza Art Contemporary, dove segue la promozione delle attività della fondazione attraverso partnership strategiche con altre istituzioni culturali. In precedenza, ha lavorato per il Ministero degli Esteri messicano, per il quale ha gestito i negoziati sullo scambio del patrimonio culturale tra Austria e Messico. Igor ha conseguito un diploma di master in Intellectual Property presso il King’s College London, dove si è specializzato nella tutela legale dell'arte concettuale, dopo essersi laureato in legge alla Università Nazionale Autonoma del Messico. Ha anche studiato arte drammatica al Lee Strasberg Film & Theatre Institute di New York. Igor risiede fra Vienna e Milano. Parla correntemente spagnolo, italiano, tedesco e inglese.