Ars Electronica a Linz, al via la 32esima edizione. E quest’anno il festival austriaco vanta anche una buona quota di artisti italiani

Si svolge dal 5 al 9 settembre la trentaduesima edizione di Ars Electronica, il più longevo festival dedicato alle arti tecnologiche del Vecchio Continente. Partito come un evento esclusivamente musicale, il Festival ha poi allargato il suo radar fino a comprendere molteplici forme d’espressione e concedendo sempre più spazio alle arti visive. Il titolo della […]

Si svolge dal 5 al 9 settembre la trentaduesima edizione di Ars Electronica, il più longevo festival dedicato alle arti tecnologiche del Vecchio Continente. Partito come un evento esclusivamente musicale, il Festival ha poi allargato il suo radar fino a comprendere molteplici forme d’espressione e concedendo sempre più spazio alle arti visive. Il titolo della kermesse, che si propone di indagare i complessi rapporti tra arte, tecnologia e società, è Total Recall. The evolution of memory: l’obiettivo è di riflettere sul difficile tema della conservazione e della trasmissione della memoria nell’era del digitale. Una questione spinosa, che verrà affrontata sia da un punto di vista tecnico (quali supporti, quali software), che sociale (quali leggi, quali politiche) e culturale (in che modo gli artisti affrontano il tema della memoria).
Il programma è fittissimo, come da tradizione, e comprende mostre (tra cui un esteso focus su H.R. Giger), performance e una lunga maratona di conferenze e dibattiti. Una cinque giorni intensa che si chiuderà, come ogni anno, con la consegna ufficiale dei premi del Prix Ars Electronica, i cui vincitori sono stati annunciati già da qualche mese. Particolarmente folta quest’anno, la rappresentanza italiana, a partire dal gradino più alto del podio: la Golden Nica nel settore Computer Animation and Film è stata assegnata infatti al progetto Forms, frutto della collaborazione tra Quayola (al secolo Davide Quagliola), romano residente a Londra, e il turco Memo Atken.
Tra le menzioni d’onore, segnaliamo un altro artista nostrano, il napoletano Roberto Pugliese, premiato nella categoria Digital Music and Sound Art con l’opera Equilibrium Variant. Ci saranno poi quattro giovani italiani anche nella mostra Use at your own risk, curata dall’Interface Culture Lab di Linz: Alberto Boem, Alessio Chierico, Chiara Esposito e Davide Bevilacqua. Infine, troviamo Sayfan G. Borghini nella mostra Campus Exhibition: IL(L) Machine – Ars Campus Israel, mentre tra le performance c’è anche quella dell’inossidabile Roberto Paci Dalò, che porterà a Linz la sua opera audio video Ye Shanghai, già mostrata con successo in altre occasioni, alla sua prima austriaca.

– Valentina Tanni

www.aec.at


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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Dal 2011 collabora con Artribune.