Una “irrinunciabile” Nottenera. A Serra de’ Conti si spengono le luci, per cercare l’essenziale tra linguaggi creativi, territorio e comunità. Ecco una sfilza di foto

In mezzo alle tante Notti Bianche che illuminano l’estate, spunta pure la Nottenera di Serra de’ Conti, piccolo Comune in provincia di Ancona, un esempio di arte applicata al territorio in tutte le sue espressioni. Progetto di condivisione permanente, l’evento consumato nel cuore di una notte di fine estate, mette insieme l’idea di comunione della […]

Nottenera 2013, Serra de’ Conti

In mezzo alle tante Notti Bianche che illuminano l’estate, spunta pure la Nottenera di Serra de’ Conti, piccolo Comune in provincia di Ancona, un esempio di arte applicata al territorio in tutte le sue espressioni. Progetto di condivisione permanente, l’evento consumato nel cuore di una notte di fine estate, mette insieme l’idea di comunione della bellezza e un po’ di riflessioni su questioni complesse e radicali, affrontate attraverso lo strumento dei linguaggi creativi contemporanei, provando a spostare il senso ordinario del reale. Nottenera, in realtà, è un progetto che si snoda durante tutto l’anno, per concludersi con un festival compresso nell’arco di una sola nottata, sotto la direzione artistica di Sabrina Maggiori, già alla sua settima edizione.
Tema di quest’anno è l’”Irrinunciabile”. Mentre le luci si spengono e i cortili di case e spazi pubblici e privati si aprono, i visitatori possono scegliere tra proposte di musica, cinema, arti sceniche, arti visive, ma anche workshop, caffè filosofici, scienze e laboratori.
Irrinunciabile allora – è il caso di dirlo – è l’atmosfera che si crea fino alle prime luci dell’alba. Così come irrinunciabile è chiedersi, tra suoni, racconti e visioni: “che cosa è, davvero, essenziale?”.

 – Annalisa Filonzi

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Annalisa Filonzi
Dopo una laurea in Lettere classiche a Bologna, dal 2000 circa mi occupo di arte contemporanea: ho fatto l’assistente a un critico d’arte delle Marche, dove vivo, da cui ho imparato come non si deve curare una mostra e trattare gli artisti, tanti uffici stampa, cura di cataloghi ecc. ma posso anche vantarmi della cura di un’unica ma veramente importante mostra al Museo di Arte Moderna di Mosca nell’ottobre del 2008: VIDEOGLAZ Mario Sasso e l’immagine elettronica: quattro piani di videoinstallazioni che ancora mi sogno di notte! Attualmente per sopravvivere insegno (di ruolo) Lettere alle scuole superiori, ma non ho mai smesso di scrivere e seguire i miei interessi artistici che riguardano soprattutto i nuovi linguaggi dell’arte: video, fotografia, street art, contaminazioni varie. Recentemente ho scritto testi per alcune mostre a Roma (Teatro Palladium, nell’ambito di RomaEuropa Festival; Galleria Mara Coccia; Galleria AOCF58), collaboro con riviste online e cartacee, e propongo progetti con minime speranze di essere realizzati.