Sky Arte update: quattro secoli di “royal babies” in mostra. Il Museum of London saluta la nascita dell’erede al trono scovando negli archivi abitini e scarpine appartenuti ai suoi più celebri antenati

Avranno anche determinato le sorti dell’Europa e del mondo, armando eserciti e prendendo scelte decisive e irreparabili. Ma sono stati, come tutti, bambini. E hanno quindi sgambettato e piagnucolato, con un aplomb chissà poi quanto… regale! La febbre da royal baby non accenna a calare in quel di Londra, dove la nascita dell’erede al trono […]

Il curatore della mostra sugli abiti dei "royal babies", Timothy Long

Avranno anche determinato le sorti dell’Europa e del mondo, armando eserciti e prendendo scelte decisive e irreparabili. Ma sono stati, come tutti, bambini. E hanno quindi sgambettato e piagnucolato, con un aplomb chissà poi quanto… regale! La febbre da royal baby non accenna a calare in quel di Londra, dove la nascita dell’erede al trono di Gran Bretagna offre l’occasione per aprire gli archivi del Museum of London: in mostra vanno quattro secoli di abitini, scarpine, bavaglini e cuffiette, indossati dagli illustrissimi antenati del piccolo George Alexander Louis. Crea un’inquieta suggestione quello zucchetto ricamato posato sul capo, all’epoca innocente, del futuro Carlo I, poi decollato a seguito della rivoluzione di Oliver Cromwell; si passa poi ai guantini in lana di un infante Giorgio III e all’abito indossato da Edoardo VII quando ancora non sapeva reggersi in piedi. Passando per un ricchissimo repertorio di scarpe e pantofoline calzate da principi e principesse, con particolare riguardo per quelli indossati dai nove figli della mitica regina Vittoria.
La fotogallery è sul sito di Sky Arte HD

Silvia Argiolas – Non avrai altro Dio all’infuori di te – 2011


http://arte.sky.it/?p=6258

 

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  • Angelov

    Le varie differenze che intercorrono tra la Cultura e Civiltà Anglosassone e quella Latina, cioè la nostra, sono balzate agli occhi proprio ultimamente: mentre in Inghilterra c’è stata una mobilitazione generale per la nascita di un bambino, the Royal Baby, qui da noi ce ne è stata una della medesima portata, ma ahimè, per l’attesa del giudizio della Corte di Cassazione su Silvio Berlusconi.

    Fare un confronto così crudo, può portare a stati depressivi anche profondi, ma tanto è; e questa è una delle ragioni culturali per cui nel mondo intero oggi si parla inglese e non italiano…