Lo Strillone: i pittori italiani non dipingono più volti, riflessioni iconografiche per Camillo Langone su “Il Giornale”. E poi Lady Gaga nuda per Marina Abramovic, Leonardo in mostrra a Washington, scoperto un fregio maya in Guatemala…

Nicola Samorì, Agostino Arrivabene e Silvia Idili. Sono tra gli artisti citati da Camillo Langone su Il Giornale, per una riflessione sulla pittura italiana contemporanea che – in tema di ritratti – vede il proliferare di inconoscibili ed enigmatici volti alla Bacon, con lineamenti stravolti e abbruttiti. Capitolo mostre: L’Unità incontra Eliseo Mattiacci a Pesaro, […]

Quotidiani
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Nicola Samorì, Agostino Arrivabene e Silvia Idili. Sono tra gli artisti citati da Camillo Langone su Il Giornale, per una riflessione sulla pittura italiana contemporanea che – in tema di ritratti – vede il proliferare di inconoscibili ed enigmatici volti alla Bacon, con lineamenti stravolti e abbruttiti. Capitolo mostre: L’Unità incontra Eliseo Mattiacci a Pesaro, Libero annuncia Leonardo a Washington con il Codice del volo.

Sacro e profano: una breve su Avvenire per anticipare la mostra cristologica che, in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione, porta a Rimini ritratti vari del volto di Gesù; La Repubblica e Quotidiano Nazionale riportano Lady Gaga nuda, mentre si sottopone alle pratiche di meditazione elaborate da Marina Abramovic.

Antichità varie: La Stampa e Corriere della Sera in Guatemala per la straordinaria scoperta di un fregio maya lungo otto metri ed alto due; Tomaso Montanari commenta per Il Fatto Quotidiano la spasmodica caccia fiorentina alle ossa della Gioconda.

Vacanze al fresco per Panorama, che tra nuove gallerie e caffè di tendenza vola ad Oslo per il centocinquantesimo della nascita di Munch; poco distante Il Venerdì: a Copenhagen c’è in mostra Degas. L’Espresso anticipa i temi della nuova edizione di Art Masters: a St. Moritz è la Cina ad essere protagonista, mentre Sette consiglia Thomas Bayrle al MADRE.

– Lo Strillone di Artribune è Francesco Sala

  • andrea

    l’articolo di Langone è delirante: lo consiglio come amenità estiva

    • Martina

      Condivido pienamente e poi, mi domando, ma che razza di artisti cita come “rappresentanti della pittura italiana”?!? Va bene che siamo messi male, ma non fino a questo punto…. Qualcuno lo spieghi a Langone.

  • Angelov

    Ma scusate, cosa vi aspettate da qualcuno che scrive per “Il Giornale”; una testata che non fa informazione, ma solo propaganda per il suo Padrone…e tra questa e Libero, uno ha solo la scelta a quale dei due “più” pessimi giornalismi affidarsi: e questo solo una città culturalmente distratta come Milano, ti può proporre…
    E’ semplicemente vergognoso che si debba tollerare, in una società che si vuole definire “Civile”, un giornalismo di questo livello.
    Non mi chiamo Savonarola, ma nemmeno Coglione.

  • Io ho analizzato questa ricerca del sacrale nei miei volti e debbo dire che ho raggiunto in essi quella religiosità universale che è proprio dei volti di natura religiosa. Contrariamente a ciò che si crede cioè che vi sia una tecnica che insegni a realizzare volti o a trasferire in una opera la sacralità posso smentire categoricamente che essa esista. Si, si può imparare da un buon maestro le varie tecniche per realizzare dei buoni volti o opere ma la sacralità non è possibile trasferirla da un artista all’altro. Questa ogni uno la va a cercare dove vuole e non è detto che sia una persona a darla può anche essere un luogo o qualunque cosa con la quale può interagire la nostra psiche o inconscio. La si può cercare tutta la vita senza mai trovarla, ma questo è il male minore. Il male peggiore è quella di trovare la propria vena sacrale attraverso la sofferenza, la solitudine interiore, il male di vivere e la schizofrenia buttataci addosso come una sventagliata di veleno dalla società che vive lontano dalle realtà quotidiane. La mia sacralità viene fuori dalla maturità acquisita dalle sofferenze. Che ogni artista cerchi la sua.

  • Loris

    a langone piace sabrina Milazzo …

  • HO DIPINTO VOLTI PER ANNI DI STILE ESPRESSIONISTA. HO INIZIATO NEGLI ANNI OTTANTA. RICORDO LA MIA PRIMA ESPOSIZIONE AL PALAZZO DELLA PROVINCIA DI CATANZARO AVEVO ESPOSTO UNA DECINA DI TELE DI GRANDI DIMENSIONI RAFFIGURANTI VOLTI DI FORTE IMPATTO E DI MATRICE ESPRESSIONISTA E CON CONTRASTI CROMATICI UNICI NEL GENERE. ADESSO NE ESEGUO ANCORA SEMPRE CON UN MIO STILE PERSONALE MA NON MI PIACE DEFINIRMI IN UN UNICO FILONE, E POI STO ASSISTENDO AD UN PROLIFERARE INGOMBRANTE DI PITTORI CHE EMULANO MALAMENTE BACON. BASTA E’ ORA DI RINNOVARSI. APOLLONIA DA CATANZARO