Le api scatenate di Emilio Isgrò, a Lipari. Una nuova peformance, tra epigrafi dell’antica Grecia, che introduce per la prima volta la tecnologia nel lavoro dell’artista. Cancellature in movimento su scritture mitologiche

“Non è la prima volta che uso le api per le mie mostre, ma in questa occasione si tratta di api eoliane e siciliane, cioè di insetti in grado di sopravvivere all’inquinamento che sta distruggendo tutte le altre api del mondo. Come se la sapienza millenaria di cui le api sono portatrici, suggendo il miele […]

Emlio Isgrò, Padiglione Epigrafico del Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, Lipari - foto © Fondazione di Comunità di Messina

“Non è la prima volta che uso le api per le mie mostre, ma in questa occasione si tratta di api eoliane e siciliane, cioè di insetti in grado di sopravvivere all’inquinamento che sta distruggendo tutte le altre api del mondo. Come se la sapienza millenaria di cui le api sono portatrici, suggendo il miele dai fiori delle grandi culture mediterranee – da quella greca a quella araba, da quella fenicia a quella normanna – potesse ancora lanciare un segnale di fiducia a un’Europa che sembra sgretolarsi sotto il peso della sua stessa storia”.
In queste poche righe, in cui prende forma un’immagine efficacissima, sospesa tra l’attualità e il mito, Emilio Isgrò restituisce tutto il senso del suo nuovo lavoro, pensato per il Padiglione Epigrafico del Museo Archeologico Regionale Eoliano “Luigi Bernabò Brea”, a Lipari. Si chiama “Epigrafi cancellate da api scatenate ed è un’installazione multimediale che parte proprio dalle preziose testimonianze storiche custodite nel museo: tavole con iscrizioni risalenti alla necropoli greca dell’isola, che qui rivivono in un veste nuova, grazie alle tecnologie digitali e alle suggestioni dell’arte contemporanea. Crasi tra passato e presente, con uno slancio di speranza verso il domani, per scritture nuove che si fanno segno effimero e temporaneo, sulla superficie di scritture passate, ruvide, grevi come pietra.

Emilio Isgrò, "Fratelli di Sicilia" - dal ciclo "Fratelli d'Italia", 2008
Emilio Isgrò, “Fratelli di Sicilia” – dal ciclo “Fratelli d’Italia”, 2008

E saranno, naturalmente, parole cancellate, sulla scia della grande intuizione del maestro siciliano: Isgrò, nei decenni, ha cancellato con tratti spessi di bianco o di nero, e poi con sciami di formiche oppure api, interi frammenti della storia d’Occidente, e non solo. Testi autografi, romanzi, carte geografiche, lettere, trattati filosofici, partiture musicali, persino la Costituzione Italiana… Un rituale meticoloso, per restituire nuovi paesaggi di senso, nuove armonie visive, nuovi orizzonti del linguaggio. Ché il linguaggio, per Isgrò, è materia plastica, tanto fisica quanto intellettuale. Qualcosa da modellare, da mettere in discussione, da sottrarre e da rigenerare. Qualcosa che ci costituisce, in quanto parti di grandi o piccole comunità, facendoci liberi di comunicare e, quindi, di essere: nell’altro, nel tempo, nella storia.
A Lipari Isgrò usa la danza di piccole api siciliane come tessitura che si intreccia ai segni tracciati sulle lapidi. E per la prima volta non sarà una cancellatura statica. Proprio grazie all’uso della tecnologia video, le immagini saranno proiettate sulle epigrafi, trasformate in creature vive e luminose. Proiezioni che, la sera dell’opening, intercetteranno anche il volto dell’artista, durante una performance che lo vedrà declamare il canto di Eolo, tratto dal libro X dell’Odissea di Omero, da lui stesso tradotto in lingua siciliana.
Del progetto, curato da Marco Bazzini e promosso dalla Fondazione di Comunità di Messina, vi mostriamo una piccola preview: ritratti di Emilio Isgrò, nei luoghi dell’esposizione, il giorno del’allestimento. Giusto nell’attesa di vedere le immagini dell’evento, che segna una nuova tappa nella ricerca dell’infaticabile artista, da una vita lontano dalla Sicilia ma da sempre uno dei suoi più abili e appassionati cantori.

– Helga Marsala

Emilio Isgrò, “Epigrafi cancellate da api scatenate”
Museo Archeologico Regionale Eoliano Luigi Bernabò Brea, Lipari
opening e performance: giovedì 8 agosto, 21.30
fino al 30 settembre 2013
Sito web

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.