L’arte pubblica? In Umbria si fa da 27 anni. Con l’opera di Marco Mariucci cresce il Parco delle Sculture di Brufa: ecco una galleria fotografica

I nomi? Fra i grandi della scultura italiana e non solo, da Eliseo Mattiacci a Mauro Staccioli, Beverly Pepper, Pietro Cascella, Gino Marotta, Nicola Carrino, Joaquín Roca-Rey, Nino Caruso. Se l’arte pubblica è una fattispecie presente da tanto, ma che ha avuto un forte slancio negli ultimi anni, complici magari il contrarsi delle disponibilità economiche […]

I nomi? Fra i grandi della scultura italiana e non solo, da Eliseo Mattiacci a Mauro Staccioli, Beverly Pepper, Pietro Cascella, Gino Marotta, Nicola Carrino, Joaquín Roca-Rey, Nino Caruso. Se l’arte pubblica è una fattispecie presente da tanto, ma che ha avuto un forte slancio negli ultimi anni, complici magari il contrarsi delle disponibilità economiche ed il desiderio di coinvolgere fasce più ampie della società, in Umbria – terra dai tempi lunghi – è una realtà ben viva da decenni. Da 27 anni, per essere più precisi: tanti quanti quelli del Parco delle Sculture di Brufa, piccolo borgo annegato al centro della regione al centro dell’Italia, che ormai conta quasi più monumenti e installazioni scultoree che non abitanti. Una terra dalla migliore vocazione agricola, luogo di grandi olii e grandi vini (Torgiano, con le celebri cantine Lungarotti, sono a due passi); ma anche dalla raffinata disposizione culturale, tanto da festeggiare l’inaugurazione di una nuova scultura monumentale allestendo in mezzo a un campo di grano un’impegnativa esecuzione dei Carmina Burana di Carl Orff. La ventisettesima opera, appena inaugurata, ha le sembianze dell’Uomo di Brufa, di Marco Mariucci, rivincita glocal per uno scultore fiero e fortemente ancorato al DNA italiano, umbro fin nel midollo nel carattere schivo ma orgoglioso e concreto. La vediamo nella gallery, assieme ad un piccolo tour nel Parco delle Sculture…

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.