L’altra Venezia secondo Andreas Pichler. Esce a settembre il documentario che il regista altoatesino dedica al dietro-le-quinte lagunare: qui intanto immagini e un estratto video

Mentre si contano i giorni per lo sbarco al Lido in occasione della settantesima Mostra del Cinema, CineAgenzia prepara una sorpresa annunciando l’uscita, per settembre, del documentario di Andreas Pichler Teorema Venezia – Una città alla deriva. Un canto del cigno di una delle città più belle del mondo, mercificata e sfruttata, ridotta a una […]

Mentre si contano i giorni per lo sbarco al Lido in occasione della settantesima Mostra del Cinema, CineAgenzia prepara una sorpresa annunciando l’uscita, per settembre, del documentario di Andreas Pichler Teorema Venezia – Una città alla deriva. Un canto del cigno di una delle città più belle del mondo, mercificata e sfruttata, ridotta a una sorta di Disneyland per adulti, dove ogni anno si contano 20 milioni di visitatori in costante aumento, mentre solo 58mila sono gli abitanti stabili, la stessa cifra che si contava dopo la peste del 1438. Il documentario di Pichler è l’anti-cartolina di Venezia, un racconto inquietante che ci mostra l’altra faccia della città grazie alle testimonianze di chi, nella città dei dogi, si ostina a voler vivere e lavorare.  Nonostante la laguna simile a un’autostrada, la maledizione degli “inchini” dei giganti del mare e il moto ondoso che erode le fondamenta. Nonostante la chiusura dei servizi, la vendita puntuale degli immobili e l’acqua alta che piace tanto ai turisti.

TEOREMA VENEZIA from filmtank on Vimeo.

Pichler è cresciuto in Alto Adige, dove ha visto interi villaggi trasformati dal turismo nel giro di pochi anni: “Venezia mi sembra un simbolo dei cambiamenti in atto, ma lo stesso si può dire di molte altre città, che si tratti di Firenze in Italia, Innsbruck in Austria o Heidelberg in Germania. Luoghi dove fino a qualche anno fa la vita procedeva sostanzialmente normale sono ora dominati dai servizi e dalle infrastrutture che gestiscono il turismo di massa. Venezia è un caso spettacolare e drammatico di questo fenomeno. Anche perché non è una città qualsiasi: ogni veneziano che la lascia per trasferirsi sulla terraferma abbandona uno stile di vita che rischia di svanire per sempre. Lo spazio pubblico viene trasformato in una merce e le strategie dei vari gruppi di interesse si sostituiscono alla politica, lasciando gli abitanti rimasti con un profondo senso di impotenza”. Presentato ai festival di Lipsia, Berlino, Karlovy Vary, al Festival dei Popoli di Firenze e Cinemambiente di Torino, distribuito con successo in Germania, Austria e Canada, Teorema Venezia è ora disponibile anche in Italia.

– Beatrice Fiorentino

Teorema Venezia – Una città alla deriva
di Andreas Pichler
Italia/Austria/Germania, 2012, 83 minuti
www.cineagenzia.it

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Beatrice Fiorentino
Giornalista freelance e critico cinematografico, scrive per la pagina di Cultura e Spettacoli del quotidiano Il Piccolo e per diverse testate online. Dal 2008 collabora con l'Università del Litorale di Capodistria, dove insegna Linguaggio cinematografico e audiovisivo. Dal 2015 cura la sezione Nuove Impronte di ShorTS - International Film Festival e fa parte della commissione Film della Critica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Cura eventi, presentazioni e rassegne cinematografiche e dal 2016 è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica di Venezia.
  • Angelov

    Se una di queste navi avesse un’avaria, o andasse a sbattere contro l’argine, o peggio si ritrovasse nella medesima posizione di quella all’isola del Giglio, forse l’invidia per una città così meravigliosa come Venezia, e che cova segretamente nel cuore di molti, avrebbe infine la sua tanto attesa rivalsa.

    Nel frattempo sarebbe anche opportuno che coloro che si sentono ancora responsabili dei retaggi culturali, ovviamente casualmente ereditati, e di cui è tempo di prendere coscienza, che dico?, esagero se dico: che si mobilitassero un po’, pigrizia mentale permettendo, e si dessero una mossa?

    L’ignavia, la straziante stasi, la debordante depressione che ottenebrano i più, possano in un battibaleno fare fagotto, e come alla fine di un incallito incantesimo, possano le menti più sconclusionatamente audaci, coalizzarsi incoscientemente e sfrontatamente unirsi per affrontare il comune obbrobrio.

  • UnVenezianaQualsiasi

    Parlo da veneziana ex residente. Non sono di certo le navi da crociera il problema principale della città!
    Ormai tutto è a misura di turista: prezzi, ristoranti, mezzi pubblici, negozi, ecc e ai residenti non resta che rimanere per amore e stingere i denti o scappare.
    Eliminando le navi da crociera di sicuro si eliminano i danni ambientali che esse causano al loro passaggio, ma questo non farà si che la città venga restituita ai suoi cittadini al suo antico splendore: rimarranno sempre le orde di turisti, i prezzi impossibili e molto altro ancora.
    No, il problema non sono le navi da crociera. Il problema è una città che ormai si è talmente piegata alle logiche turistiche che ormai non riesce più a risollevare il capo, e dopo il disastro della Costa Concordia vuole far sentire la sua voce, facendo finta di ignorare gli introiti (si parla di miliardi!) che riceve annualmente dal turismo croceristico.
    Io dico SI alle grandi navi.
    E scusate la parentesi, chiunque si opponga alle grandi navi ma sostenga il progetto MOSE è un grande ipocrita! Neanche quello fa parte della “vera” Venezia eppure è ben visto e benvoluto, nonostante gli squilibri ai cicli marini che potrebbe comportare.
    Aprite gli occhi.

    PS. vi prego togliete l’immagine prima dell’articolo: si vede lontano un miglio che è un fotomontaggio e fa pena. Se lo scopo era “intenerire” i lettori con immagini forti o addirittura “comprarli” convincendoli a dire NO alle grandi navi, almeno usate immagini realistiche.

    • beatrice

      Ciao VenezianaQualsiasi,
      non sono qui per schierarmi pro o contro nessuno ma solo per dirti che l’immagine è semplicemente quella della locandina del film, rappresenta quindi la sintesi di un discorso più articolato che viene poi opportunamente sviluppato nel documentario. E poi anche per consigliarti di vederlo perché in “Teorema Venezia” non si parla solo delle navi da crociera ma anche di tutti quegli argomenti che hai menzionato così come altri aspetti che riguardano la vita di ogni giorno per voi che abitate (o abitavate) la città. Penso che lo troverai interessante, poi magari mi dirai.
      Ciao, buona giornata!

    • federica p.

      una veneziana residente risponde alla Veneziana Qualsiasi:

      le gigantesche navi che solcano la laguna inquinandola e distruggendola non sono
      l’unico problema per la città, ma UNO DEI PRINCIPALI, come peraltro il film documenta. Venezia è vittima della monocultura turistica che distrugge tutto il resto, compresa l’espulsione degli abitanti e che il gigantismo crocieristico contribuisce ad aggravare. Quindi è necessario essere contrari alle grandi navi ed al conseguente turismo non sostenibile dalla città. Una timida speranza va riposta in un’ inversione di tendenza che preveda il turismo come luogo di esperienza culturale consapevole e non solo un prodotto di marketing. Vada a vedere il film!