La Gemäldegalerie di Berlino vince la sua battaglia, niente trasloco per far posto alla donazione Pietzsch. Annunciato un nuovo museo nel Tiergarten: aprirà nel 2022 e accoglierà una collezione di centocinquanta maestri dell’arte moderna

Centocinquanta opere, tra tele e sculture, per un valore che supera i 130milioni di euro. Un bel patrimonio quello elargito alla città di Berlino da Ulla ed Heiner Pietzsch, coppia d’oro del collezionismo tedesco: capace nel corso del tempo di assemblare una raccolta che passa da Picasso a Mirò, da Ernst a Delvaux, finendo dalle […]

La Gemaldegalerie, a Berlino

Centocinquanta opere, tra tele e sculture, per un valore che supera i 130milioni di euro. Un bel patrimonio quello elargito alla città di Berlino da Ulla ed Heiner Pietzsch, coppia d’oro del collezionismo tedesco: capace nel corso del tempo di assemblare una raccolta che passa da Picasso a Mirò, da Ernst a Delvaux, finendo dalle parti di Pollock e Rothko. Roba da museo, insomma. E di un nuovo museo si parla, infatti, senza risparmiarsi qualche strascico polemico.
La stampa locale dà per certa la marcia indietro rispetto all’idea originale, bocciata da una petizione popolare che ha raccolto 14mila nein, di allocare il lascito nelle sale della Gemäldegalerie, sfrattando – si fa per dire – i Caravaggio e i Rubens, i Tiziano e i Vermeer. Destinati a occupare un nuovo museo, gemma chiamata ad arricchire la Museuminsel occupando un’area a ridosso del Bode Museum. Costo dell’operazione stimato attorno ai 400milioni di euro. Troppo per chiunque, anche per una locomotiva tedesca che nei prossimi anni, sul restyling della capitale, ha già messo a bilancio un miliardo e 300milioni di euro; con mezzo miliardo destinato a rassettare gli edifici storici che si affacciano sull’Unter den Linden. Che si fa allora? Nessun trasloco, nessuna nuova struttura alla Museuminsel ma intervento previsto in quel Kulturforum che, nell’area di Tiergarten, raccoglie insieme alla Gemäldegalerie anche la Neue Nationalgalerie: il ministro della cultura in carica (in Germania si vota a giorni) annuncia l’individuazione di un’area di diecimila metri quadri, sulla quale aprire un cantiere entro dodici mesi. Nessuna indiscrezione sull’autore del progetto, né sulle modalità del presumibile concorso internazionale cui verrà demandata la scelta della firma: il budget è di circa 150milioni di euro, l’intenzione è di inaugurare nel 2022.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.