Il Ministro Bray firma il primo protocollo dei Beni Culturali con le Chiese Valdesi. Cultura, storia, paesaggio: quando la conservazione passa anche per la tradizione religiosa. Non solo quella cattolica, una volta tanto

Una notizia piccola piccola, una di quelle che passano un po’ sotto silenzio, nella generale ridondanza mediatica, ma che dischiudono un valore e un senso inequivocabili. Il Ministro Massimo Bray ne azzecca un’altra e si conferma, nelle poche ma definite azioni/dichiarazioni di questa prima tranche di governo, persona di spessore e non omologata alla mediocrità […]

Monumento di Chanforan, Valli Valdesi, Piemonte - qui i valdesi riuniti decisero di aderire alla Riforma protestante nel 1532

Una notizia piccola piccola, una di quelle che passano un po’ sotto silenzio, nella generale ridondanza mediatica, ma che dischiudono un valore e un senso inequivocabili. Il Ministro Massimo Bray ne azzecca un’altra e si conferma, nelle poche ma definite azioni/dichiarazioni di questa prima tranche di governo, persona di spessore e non omologata alla mediocrità istituzionale diffusa. Succede che Bray, zitto zitto, firma un protocollo insieme a Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola Valdese, organo di governo delle Chiese Valdesi e Metodiste, tra le più antiche confessioni cristiane in Italia – da circa un millennio presenti sul territorio nazionale, nonostante le sanguinose persecuzioni – discendenti dalla gloriosa storia degli eretici di Pietro Valdo e poi confluite nella riforma di Lutero nel ‘500. Il documento vede per la prima volta la Tavola e il Ministero collaborare ad attività di catalogazione, inventariazione e valorizzazione del patrimonio culturale delle Chiese Valdesi, con un “reciproco accesso alle rispettive banche dati” finalizzato al “recupero e il restauro dei beni” e alla “salvaguardia dei contesti culturali e paesaggistici in cui sono inseriti”.
Certo, rispetto all’immenso patrimonio della Chiesa Cattolica si tratta di poca cosa. Quelle protestanti sono notoriamente chiese povere, che vivono attraverso i contribuiti delle comunità e che si sono edificate proprio sulla spinta di una forte critica al potere economico e politico del Clero. Austerità, semplicità, democrazia, modello assembleare, assenza di gerarchie, rapporto diretto col divino: un’identità teologica e culturale che passa anche e soprattutto da questi punti cardine.

Chiesa Valdese di Palermo - lapide in memoria del Pastore Bonelli, martire dell'Inquisizione
Chiesa Valdese di Palermo – lapide in memoria del Pastore Bonelli, martire dell’Inquisizione

Eppure, non saranno cattedrali, ori e sterminate proprietà, ma di beni dal valore storico, architettonico, documentale, paesaggistico e artistico ce ne sono eccome. Sono chiese antiche, databili tra il ‘700 e i primissimi del ‘900, in cui – dato l’approccio iconoclastico e lo stile severo – non sono custodite statue o tesori, ma che restano edifici di pregio, impreziositi spesso da splendide vetrate o affreschi non narrativi (celebri quelli di Paolo Paschetto); e poi sono le biblioteche – in primis il fondo della Facoltà di Teologia di Roma – i musei, i templi, gli archivi e i luoghi delle memoria, da quelli del Sistema eco-museale delle Valli Valdesi in Piemonte, a quelli di altri territori con una forte tradizione valdese (uno su tutti il Museo Multimediale Occitano di Guardia Piemontese, in Calabria).
Così, nell’ambito del decreto “Valore cultura”, questa piccola iniziativa testimonia una capacità di immergersi anche tra le pieghe del tessuto storico, nei luoghi – reali e simbolici – di rilevanti culture minoritarie, laddove i riflettori non sono mai puntati e il potere non trova approdo. Tra sensibilità ecumenica, intelligenza istituzionale e reale consapevolezza culturale, il protocollo siglato dal Ministro Bray e il Pastore Bernardini racconta un modello di Italia illuminata, già proiettata in avanti.

– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • Luna d’argento

    Interessante e prezioso articolo che dà rilievo e visibilità ad un episodio molto importante per la piccola e antica chiesa valdese, generalmente ignorata dai mezzi di comunicazione, valorizzandone anche il patrimonio artistico e culturale. Grazie.

  • Me ha fatto piacere leggere questa notizia soprattutto per la memoria di mío nono il pastore valdese Carlo Gay… che solo ho visto in vita solo due giorni… ma che mi aveva portato a vedere tanti luoghi importanti sulle Valli Valdesi.

  • Monica Zanfini

    Grazie per questa bella notizia e grazie per la fotogallary che mi ha fatto conoscere opere d’arte sconosciute.

  • Giorgio Monti

    Ho visto la notizia solo oggi ma sono contento.