Guai a contrariare Vladimir Putin. Stavolta però la Siria non c’entra: nel mirino c’è ancora un artista, che l’ha ritratto in biancheria intima femminile. E che ora scappa in Francia…

Lo humour non deve essere propriamente una delle caratteristiche di Vladimir Putin. Qualcuno potrebbe dire – con una battuta – che anche lui dipinge, per cui a volte emerge la sua rivalità verso i “colleghi”; altri potrebbero argomentare che il presidente russo è un tantino impegnato a gestire una possibile crisi internazionale sul fronte siriano, […]

Uno dei dipinti confiscati

Lo humour non deve essere propriamente una delle caratteristiche di Vladimir Putin. Qualcuno potrebbe dire – con una battuta – che anche lui dipinge, per cui a volte emerge la sua rivalità verso i “colleghi”; altri potrebbero argomentare che il presidente russo è un tantino impegnato a gestire una possibile crisi internazionale sul fronte siriano, e magari non è dello spirito giusto per valutare una provocazione artistica.
Fatto sta che lo “zar” finisce ancora una volta nel mirino di un creativo, e ancora una volta finisce in censura. Capita al pittore Konstantin Altunin, che aveva allestito una mostra al Museum of Authority di San Pietroburgo nella quale comparivano diverse opere critiche verso Putin, e verso il suo facile ricorso proprio alla censura (la vicenda delle Pussy Riot è ancora recente). Fra queste, un quadro che raffigura Putin in camicia da notte femminile rosa intento a sistemare l’acconciatura di un primo ministro Dmitry Medvedev ritratto in slip e reggiseno. Risultato: dipinto confiscato, assieme ad altri 3, e mostra chiusa dalle autorità. Ed il povero Altunin? Pare che sia già partito per la Francia, dove avrebbe intenzione di chiedere asilo politico. Ed aura da martire…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Angelov

    Se una mostra del genere, con Breznev come soggetto, fosse stata allestita durante il periodo comunista, a malapena sarebbe riuscito il malcapitato artista, ad infilare un solo chiodino nella parete della galleria, per appendere i suoi quadri, che in un battibaleno, sarebbe stato sollevato di peso e spedito verso una amena località sciistica della Siberia.
    I tempi sono cambiati, ed un progresso si è verificato nel frattempo: oggi si ha la possibilità di diventare famosi, anche facendo della cattiva pittura: basta solo avere la scaltrezza della giusta scelta del soggetto.