Grande arte, piccolo formato. Con la mostra alla Fondazione Querini Stampalia debutta a Venezia Imago Mundi, raccolta di mini-opere promossa da Luciano Benetton

“La collezione non ha intenti commerciali, ma si propone di riunire le diversità del nostro mondo in nome della comune esperienza artistica, per realizzare una ‘catalogazione’ – delle poetiche come delle opere – diversa da quella consueta, museale o di mercato che sia”. Velleità? Eppure le potenzialità ci sono tutte, visto che la collezione in […]

La collezione non ha intenti commerciali, ma si propone di riunire le diversità del nostro mondo in nome della comune esperienza artistica, per realizzare una ‘catalogazione’ – delle poetiche come delle opere – diversa da quella consueta, museale o di mercato che sia”. Velleità? Eppure le potenzialità ci sono tutte, visto che la collezione in questione è quella di Luciano Benetton, uno degli esponenti della storica famiglia del fashion: e non si tratta solo di potenzialità, se è vero che ad oggi la raccolta – in progress – già supera i duemila pezzi.
Con una sola particolarità: tutte opere di formato 10×12 centimetri. Parliamo di Imago Mundi, raccolta che per la prima volta si presenta al pubblico con la mostra alla Fondazione Querini Stampalia, come evento collaterale della Biennale Arte di Venezia 2013. Oltre mille dipinti di artisti provenienti da cinque Paesi: Stati Uniti, Giappone, India, Corea del Sud, Australia. Nomi noti – da Emil Lukas a David Byrne – affiancati a quelli di creativi emergenti provenienti da tanti diversi paesi, raccolte da Benetton nei suoi tanti viaggi nel mondo, oltre 200 opere di ciascun Paese, raggruppate sulla base della nazionalità.
Imago Mundi è un progetto culturale, democratico e globale che guarda alle nuove frontiere dell’arte – verso personalità, Paesi, linguaggi emergenti e differenti culture – in nome dell’apertura al mondo e ai nuovi orizzonti, e della convivenza delle diversità espressive”, sottolinea Luciano Benetton. La struttura espositiva di Imago Mundi è stata progettata dall’architetto Tobia Scarpa, con un progetto che conferisce facile visibilità ai piccoli quadri, grazie a espositori che si chiudono come pagine di libro.

Inaugurazione: martedì 27 agosto 2013 – ore 19.00
Dal 27 agosto al 27 ottobre 2013
Fondazione Querini Stampalia
Santa Maria Formosa – Castello 5252, Venezia
www.querinistampalia.org

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • bbb

    La Stampalia è senza soldi, prossima al fallimento con bancarotta. Sta mostra puzza di commerciale lontano un miglio: solite operazioncine mariuole e truffaldine in tipica salsa veneta.

  • Luca

    In memoria di Cesare Zavattini…….. che aveva anticipato Luciano Benetton cinquant’anni fa ccollezionando tele 8×10 cm !

  • miaframa

    Non credo proprio ci sia nulla di commerciale, infatti non vendono niente, polemica inutile.
    E credo molto nell’originalità del progetto, visto come un modo pratico di divulgare una forma d’arte in molteplici versioni, senza copiare nulla da nessuno. Altra polemica inutile.