Estate al Castello Ujazdowski. Tra ecologia, danza e amache, i progetti del Centro d’Arte Contemporanea polacco diretto a Varsavia da Fabio Cavallucci

Fino a metà settembre il Castello Ujazdowski è la principale anima dell’estate di Varsavia, come confermato da Gazeta Wyborcza, il principale quotidiano polacco. Giunto alla seconda edizione, Żielony Jazdów continua a sfruttare appieno la multidisciplinarietà del Centro d’Arte Contemporanea diretto da Fabio Cavallucci. Musica, cinema, teatro, danza, arti visive animano i weekend della capitale, dando […]

Fino a metà settembre il Castello Ujazdowski è la principale anima dell’estate di Varsavia, come confermato da Gazeta Wyborcza, il principale quotidiano polacco. Giunto alla seconda edizione, Żielony Jazdów continua a sfruttare appieno la multidisciplinarietà del Centro d’Arte Contemporanea diretto da Fabio Cavallucci. Musica, cinema, teatro, danza, arti visive animano i weekend della capitale, dando ampio spazio anche a cucina e cultura bio, senza dimenticare il relax. Come lo scorso anno, l’obiettivo è quello di fare dell’area verde antistante il Castello una sorta di parco del benessere, tanto per il corpo quanto per la mente.
Oltre alla consueta attenzione all’ecologia, il focus di quest’anno è su corpo e danza. Si alternano workshop che esplorano diversi tipi di danza, dal tango argentino alla contact improvisation, passando per lo yoga e le arti marziali, a performance di alto profilo con artisti come Meg Foley e Małgorzata Chaduch. Teatro di questi eventi è un nuovo spazio temporaneo, concepito dallo studio italiano Avatar Architettura. Si aggiunge alla tenda realizzata da Rikrit Tiravanija per la scorsa edizione, che continua ad ospitare eventi di cucina e lecture che riflettono sul rapporto del corpo con la natura, oltre a immaginare utopiche eco-città o ricercare soluzioni locali per problemi ecologici globali.
Non mancano partecipazioni di artisti tra cui Elżbieta Jabłońska, Franek Orłowski, Mateusz Chorobski e Teresa Murak, con un work in progress scultoreo che sfrutta materiali provenienti dai fondali della vicina Vistola e si protrae per tutta la durata dell’evento.

– Stefano Mazzoni

Il programma di Żielony Jazdòw

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Stefano Mazzoni
Stefano Mazzoni (Padova, 1979), critico e curatore, si interessa di estetica e di critica e storia dell’arte e del design. Tra le sue mostre: Giovanni Sacchi & Italian Industrial Design [Re-Edition] (Sesto San Giovanni, 2010), Reflux di Alex Bellan (Padova, 2011 con Stefania Schiavon), Utopia corporis. Corporeità incarnate (Milano, 2011 con Emanuele Beluffi) e Disegnare una forma che pensa, Il cinema italiano nel manifesto polacco (Cracovia, 2011). Dal 2006 al 2010 ha curato ordinamento e inventariazione dell'Archivio Giovanni Sacchi, collaborando all'allestimento dello spazio museale; nello stesso periodo ha partecipato all'avventura editoriale di Vibrisselibri. Suoi articoli sono stati pubblicati dalle riviste Exibart, Mousse, Teknemedia. Ha fatto parte della giuria che ha attribuito il premio della critica a WRO 2011, la biennale di media art di Breslavia. Dal 2009, cura con Emanuele Beluffi il sito Kritika. Collabora con l'Istituto Italiano di Cultura di Cracovia.