Anche i ricchi piangono. E cercano soldi con Kickstarter: come Marina Abramovic, un video per finanziare tramite il sito crowdfounding la creazione del MAI, l’Istituto a lei intitolato

Era solo una questione di tempo: anche le star più famose (e di conseguenza benestanti) scelgono ormai di appellarsi al crowdfounding tramite il sito Kickstarter. A partire dal nome che in questi giorni risuona ovunque: quello di Marina Abramovic, fresca fresca del successo della performance con Jay Z alla Pace Gallery di NY. Che adesso […]

Era solo una questione di tempo: anche le star più famose (e di conseguenza benestanti) scelgono ormai di appellarsi al crowdfounding tramite il sito Kickstarter. A partire dal nome che in questi giorni risuona ovunque: quello di Marina Abramovic, fresca fresca del successo della performance con Jay Z alla Pace Gallery di NY. Che adesso si impegna direttamente guardando in camera per chiedere l’aiuto dal pubblico a tirare su quattro soldi per un progetto piuttosto ambizioso: la costruzione del centro MAI (Marina Abramovic Institute), un luogo dedicato alla presentazione e la conservazione delle performance arts, con lo scopo di favorire la collaborazione tra arte, scienza, tecnologia e spiritualità. Il progetto architettonico ha la firma di architetti di fama mondiale come Rem Koolhaas e Shohei Shigematsu di Office for Metropolitan Architecture (OMA), mentre Marina ha già acquistato l’edificio al 620 Columbia Street a Hudson, a New York per 950mila dollari e commissionato il concept, pagando 1,5 milioni dollari per la realizzazione delle prime fasi. Le restano ancora un paio di settimane per raggiungere la cifra richiesta di 600mila dollari, e con il proprio contributo il pubblico donante assicurerà alla regina della performance il completamento dell’operazione finanziaria per dare vita all’Istituto.

Degni di nota i pegni in palio per chi partecipa alla raccolta di fondi: per solo un dollaro vi assicurate un abbraccio da Marina, per 10mila invece Marina praticherà l’esercizio del nulla, ossia nulla sarà fatto, nessuna proclamazione o esternazione in merito, e qui scommettiamo che, se ce ne sarà bisogno, la folta schiera di fan VIP contribuirá a darsi da fare per salvare le sorti del sogno della signora Abramovic, visto che il goal posto per l’operazione é significativamente alto. Concettualmente l’obiettivo alla base di questo Kickstarter sarebbe uno dei temi principali della carriera di Marina: la soluzione del divario tra artista e pubblico. L’artista sarà veramente presente allora? Chiunque desideri potrà entrare in contatto con lo spirito dell’artista? Misurate quale sia la vostra abnegazione: sia che scegliate l’abbraccio sia che preferiate il silenzio sul vostro contributo, di certo l’istituzione MAI ve ne sarà grata per avere sostenuto la sua causa.

– Diana Di Nuzzo

CONDIVIDI
Diana Di Nuzzo
Scrive di Pop Surrealism e Lowbrow Art da tempo, e la sua passione per la cultura pop e underground l'ha portata a trasferirsi nella Grande Mela per conoscere da vicino il mondo delle gallerie dedicate e della Street Art. Qui trova pane per i suoi denti e tenta di fare la corrispondente all'estero cercando di dare voce a movimenti che in Italia restano ancora poco conosciuti. Appassionata di fumetti e toys di ogni epoca e tipo, è ormai ossessionata da Instagram e Facebook, al punto di averne fatto una semiprofessione. Nel campo delle arti visive predilige il mondo del figurativo e ha un debole per gli anni '80 e il suo universo di immagini trash, ipercolorate e molto spesso kawaii. Per il futuro confida di disintossicarsi dalla sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie (di recente acuita da New York) e da quella dell'Analisi Semiotica.