Vacanze in montagna per la “biennalesca” Francesca Grilli. C’è lei fra i protagonisti di Drodesera, festival trentino di teatro e performing arts

“Una serie di tendaggi teatrali logorati dal tempo che si susseguono nella galleria trasformatori e che occupano quindi uno spazio ibrido, non teatrale. Ogni sipario si apre sul seguente e lo spettatore è invitato a camminarvi in mezzo. Per ogni giornata del festival, l’artista inviterà un cantante di differente età, dal più giovane al più […]

Socìetas Raffaello Sanzio-Romeo Castellucci - Attore, il tuo nome non è esatto

Una serie di tendaggi teatrali logorati dal tempo che si susseguono nella galleria trasformatori e che occupano quindi uno spazio ibrido, non teatrale. Ogni sipario si apre sul seguente e lo spettatore è invitato a camminarvi in mezzo. Per ogni giornata del festival, l’artista inviterà un cantante di differente età, dal più giovane al più vecchio, ad eseguire lo stesso repertorio. L’opera riflette sul concetto di tempo, utilizzando il ‘palco’ come luogo simbolico dello scorrere della vita di ognuno”: questa è Palco, l’installazione site specific che Francesca Grilli presenta in prima nazionale al festival di performing arts Mein Herz_Drodesera.
L’edizione numero trentatre del prestigioso appuntamento, che si svolge a Dro (Trento) negli spazi della Centrale Fies dal 26 luglio al 3 agosto, ospita, tra i molti artisti internazionali, anche lavori di Alessandro Sciarroni, Antonio Latella, Codice Ivan, CollettivO CineticO, Motus, Pathosformel, Ricci/Forte e Teatro Sotterraneo. È al festival anche Attore, il tuo nome non è esatto, performance esito del laboratorio condotto da Romeo Castellucci nel 2010-2011 alla Biennale Teatro di Venezia, che il celebre regista della Socìetas Raffaello Sanzio così presenta: “Il significato comune che si dà al nome di attore, se l’etimo non ci inganna, è quello di colui che agisce. Personalmente non sono affatto sicuro di questa relazione. Non vedo nessun atto nell’attore, né volontà, o scopo. Sono le Potenze che occupano il suo corpo e lo fanno agire. Sono altri corpi – perlopiù del passato – che lo invadono e lo cavalcano. La sua tecnica consiste in una fondamentale passività, tradotta nell’interpretazione delle forze che lo governano da dentro e da sempre”. Continuando nella direzione intrapresa da anni, dunque, Centrale Fies mescola “diversi immaginari collettivi e personali, pronti a fondersi e sciogliersi nuovamente, per raccontare sempre qualcosa di nuovo”.

– Michele Pascarella

www.centralefies.com