Un murale da guinness. Fiume di parole sui marciapiedi di Torino: sette chilometri firmati Opiemme. Riqualificare Barca e Bertolla, quartieri di lavandai e barcaioli. Con la poesia

L’acqua non ha forma, è docile e malleabile perché si adatta a quello che incontra. E proprio l’acqua è il tema che unisce due quartieri della periferia nord di Torino, Barca e Bertolla. Un tempo noti come i borghi dei lavandai e dei barcaioli, situati nella Circoscrizione 6, soffrono per la carenza di luoghi di […]

I marciapiedi griffati Opiemme a Torino

L’acqua non ha forma, è docile e malleabile perché si adatta a quello che incontra. E proprio l’acqua è il tema che unisce due quartieri della periferia nord di Torino, Barca e Bertolla. Un tempo noti come i borghi dei lavandai e dei barcaioli, situati nella Circoscrizione 6, soffrono per la carenza di luoghi di ritrovo e aggregazione, di spazi per attività sportive e ricreative. Una zona, per altro, in cui i piccoli negozi sono stritolati dalla concorrenza delle grandi catene di supermercati. Per cercare di cambiare, almeno in parte, questa situazione un anno fa è nato il progetto di sostegno al commercio locale Rivivi Barca Bertolla, che ha visto il coinvolgimento attivo dei commercianti in azioni di promozione, con un’ipotesi di intervento di valorizzazione dello spazio pubblico. Intervento che, su proposta dei Bagni Pubblici di Via Agliè, si è concretizzato nell’iniziativa denominata Un fiume di parole a Barca e Bertolla, pittura poetica realizzata dall’artista Opiemme da far scorrere per i sette chilometri di Strada Settimo e Strada San Mauro, ricordando – con l’acqua come filo conduttore – i mestieri storici dei borghi.
I testi, tutti a tema, sono tratti da La cognizione del Dolore di Carlo Emilio Gadda (“attraversare passare iniziare cominciare tornare”), da Kahlil Gibran (“il canto dell’acqua – del mare – termina sulla riva o nei cuori di chi lo ascolta?”), da José Saramago (“L’unico valore che considero rivoluzionario è la bontà, che è l’unico che conta”), ma anche da frasi di poeti meno noti come Giorgia Catalano (“Il silenzio è un ticchettio, è un battito d’ali eterno che va verso l’imbrunire”).
Per ora è stato realizzato un chilometro e mezzo di pittura sui marciapiedi”, ha spiegato durante la presentazione del progetto al pubblico Luca Bertini, Presidente dell’Associazione commercianti Barca e Bertolla, “ma si prevede di terminare il tutto per la fine di settembre”. Un lavoro “epico”, per dirla alla maniera di Opiemme, che vuole da un lato valorizzare il territorio, dall’altro avvicinare i suoi abitanti all’arte e alla poesia, creando un ponte tra i due quartieri coinvolti. “Così, finalmente, la gente del posto”, ha concluso Bertini, “parlerà non solo più di degrado del lungofiume Stura, ma anche di qualcosa di bello come la poesia”.

– Claudia Giraud

  • Cielo e Terra

    Grande idea!
    Peccato che sia la copia del lavoro che Stefania Galegati ha realizzato a Genova tempo fa e che già si ispirava ai lavori sulla scrittura di Bianco-Valente.
    Così non andiamo da nessuna parte

  • Angelov

    Bellissimo intervento urbano.
    E’ rivolto alla “gente comune”, che vive fuori dalle logiche dei copyright d’autore, avanguardie & derive simili.
    Oltretutto una scrittura così gestita, innesca una specie di rallentamento nel contesto sociale in cui è collocata, ed è forse finalizzata ad interferire con l’attuale trend di degrado urbano circostante.

  • Carla

    copiato entrambi da Ivan Tresoldi (il poeta di Milano). Che Stefania Galegati si picchi è un po’ ridicolo. Oltretutto scrivere sul cemento è un lavoro che hanno fatto in tanti. Ci fossero qui da noi nel Sud questi interventi artistici sarebbe una cosa molto bella.

    Saluti
    Carla