Un concerto per voce e luci. A chiudere il Video Sound Art Festival di Milano è la performance di Iokoi, promessa dell’elettronica che “suona” con in suoi vocalizzi l’installazione multimediale di Sebastian Neitsch

Dà le spalle al pubblico, inguainata in una blusa che ricorda quella di un torero. Armeggia sul banco da dj costruendo trame eteree, costruendo un carillon limpido e profondo. Si spinge verso il microfono che cala dal soffitto, svelando un timbro che si inserisce nella fresca e felice tradizione delle cantautrici di ultima generazione, da Marissa […]

Video Sound Art Festival

Dà le spalle al pubblico, inguainata in una blusa che ricorda quella di un torero. Armeggia sul banco da dj costruendo trame eteree, costruendo un carillon limpido e profondo. Si spinge verso il microfono che cala dal soffitto, svelando un timbro che si inserisce nella fresca e felice tradizione delle cantautrici di ultima generazione, da Marissa Nadler ad Alina Hardin e Alela Diane. A chiudere il Video Sound Art Festival di Milano, terza edizione della rassegna che sonda il rapporto tra arte e nuove tecnologie, è il set di Iokoi, nuova promessa dell’elettronica d’autore. Che nasce in Italia e cresce in Svizzera, incanta il Giappone e parte per un mese di tournée in Cina, lavora con lo stilista Yohij Yamamoto e con il coreografo Jochen Heckmann a show che miscelano più arti e più linguaggi. La sua scatola sonora è racchiusa nelle cuffie wi-fi distribuite al pubblico, piccola bolla di intimità che crea l’illusione del concerto peer to peer; la sensualità della voce gioca con l’installazione di Sebastian Neitsch, corteggiandola e animandola.

Una piccola foresta di lampade che si accende nell’intermittenza dei vocalizzi, una ragnatela di graffi elettrici che esplode sulle pareti della Sala Viscontea del Castello Sforzesco, tracciando sull’intonaco un effimero affresco astratto. Dando materia e immagine alle inafferrabili coloriture della voce.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.