Un caffè col Granduca Leopoldo. Firenze si aggiusta il trucco prima dell’arrivo dell’afa estiva: e riapre al pubblico la stupenda Kaffeehaus del Giardino di Boboli

Fu costruita entro il 1776 su progetto di Zanobi del Rosso per volontà del Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, come luogo di sosta e di piacere per il sovrano con la famiglia e la Corte che vi sorbiva il caffè. Ora la Kaffeehaus del Giardino di Boboli torna visitabile al pubblico, una delle novità con […]

Fu costruita entro il 1776 su progetto di Zanobi del Rosso per volontà del Granduca Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, come luogo di sosta e di piacere per il sovrano con la famiglia e la Corte che vi sorbiva il caffè. Ora la Kaffeehaus del Giardino di Boboli torna visitabile al pubblico, una delle novità con le quali Firenze si affaccia alla stagione estiva ed all’invasione di turisti che già la caratterizzano. Il saloncino che viene aperto – senza alcun sovrapprezzo del biglietto – è decorato da affreschi di Giuseppe del Moro, Giuliano Traballesi e Pasquale Micheli, con vedute illusionistiche corredate di statue, fontane su sfondi di verzura e copertura a finto pergolato, con fiori e uccellini.
Ma la vera novità della riapertura della Kaffeehaus è la collocazione, al suo interno, di quattro sculture in marmo, tutte di metà XVI secolo, sistemate su basi coperte da specchi su tre lati, in modo da da creare un inatteso effetto di profondità. Si tratta dell’Apollo col Capricorno, realizzata da Domenico Poggini nel 1559, del Nano Morgante sopra una tartaruga e del Nano Barbino, entrambe di Valerio Cioli, e del Bacco con piccolo Satiro, gruppo scolpito da Vincenzo de’ Rossi.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.