That’s all folks: si spegne a 65 anni Ronnie Cutrone, partito come assistente di Andy Warhol e diventato icona della seconda stagione della Pop Art. Tra i suoi soggetti preferiti Woody Woodpecker, Mickey Mouse e i grandi personaggi dei comics

Ha imparato l’arte e l’ha messa da parte. Intesa come Pop Art, naturalmente: una decade di onorato apprendistato nella Factory, dal 1972 al 1982, lavorando in veste di strettissimo collaboratore di Andy Warhol. Conosciuto nel 1965 quando, adolescente, bazzicava gli indemoniati party a base di sesso e droga che incendiavano la scena ella Grande Mela; […]

Ronnie Cutrone, American Mask Silver - 2008

Ha imparato l’arte e l’ha messa da parte. Intesa come Pop Art, naturalmente: una decade di onorato apprendistato nella Factory, dal 1972 al 1982, lavorando in veste di strettissimo collaboratore di Andy Warhol. Conosciuto nel 1965 quando, adolescente, bazzicava gli indemoniati party a base di sesso e droga che incendiavano la scena ella Grande Mela; finendo a partecipare in prima persona, già l’anno successivo, ai furibondi show dell’Exploding Plastic Inevitable. Poi la scelta di svincolarsi, uscire dal cono d’ombra generato dall’ingombrante maestro; una prima personale, nell’80, ha aperto la strada ad una carriera che lo ha portato al Whitney, al MoMA e al MOCA. New York piange Ronnie Cutrone: scompare a 65 anni uno tra i protagonisti della seconda generazione della Pop Art, quella che attraverso personalità come Peter Mason è arrivata alla definizione del linguaggio Post Pop.
Cutrone ha eletto il mondo dei comics a proprio privilegiato ambito di riferimento: colori fluo e tinte shock per trattare la Pantera Rosa come fosse la Gioconda, indugiando sui profili dei vari Mickey Mouse, Woody Woodpecker, Felix. In Italia è arrivato presto, messo da Lucio Amelio su un aereo in direzione Napoli; negli ultimi anni ha esposto a Milano con Lorenzelli.

– Francesco Sala

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.