Se un presidente coreano si rovina per Mauro Staccioli. Sequestrata la collezione di Chun Doo-hwan, debitore verso lo stato. E fra un Cheon Kyoung-ja e un Francis Bacon spuntano opere dello scultore toscano

Fare carte false per comprare arte. Letteralmente, false: tanto da accumulare debiti verso lo Stato per 200 milioni di dollari. Questo, stando alle prime indagini, sarebbe accaduto a Chun Doo-Hwan, ex presidente della Corea del Sud, che nel corso del suo mandato, negli anni Ottanta, avrebbe distratto fondi statali in proprio favore per l’ingente somma, […]

Chun Doo Hwan con Lee Soon Ja

Fare carte false per comprare arte. Letteralmente, false: tanto da accumulare debiti verso lo Stato per 200 milioni di dollari. Questo, stando alle prime indagini, sarebbe accaduto a Chun Doo-Hwan, ex presidente della Corea del Sud, che nel corso del suo mandato, negli anni Ottanta, avrebbe distratto fondi statali in proprio favore per l’ingente somma, tanto che nel 1997 è stato multato per il medesimo importo.
Ma il politico si reclama povero in canna, ed ha sempre sostenuto di non essere in grado di pagare più dei 30 milioni di dollari finora restituiti. I pubblici ministeri però non ci stanno a passare per fessi ed hanno avviato una capillare indagine sulle proprietà della famiglia di Chun, fra cui una trentina di società, alcune riconducibili al figlio maggiore, Jay-yong.
È nell’ambito di questo filone di inchiesta che sono emerse opere d’arte di 48 artisti di fama, da Francis Bacon ai pittori sudcoreani Cheon Kyoung-ja  e Kim Jong-hak. E con un po’ di sorpresa – ma anche con un minimo di orgoglio, diciamolo – scopriamo che l’ex Presidente aveva in collezione anche diverse opere dello scultore toscano Mauro Staccioli. Se questi pezzi saranno confermati come autentici, il loro valore complessivo dovrebbe aggirarsi attorno a qualche decina di milioni di dollari.

– Massimo Mattioli

CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.