Se Duilio Forte va a far visita a Remo Brindisi. Arte d’estate, per i quarant’anni della casa-museo dell’artista scomparso nel 1996, a Lido di Spina arriva il ventottesimo Sleipnir dell’architetto e designer milanese

Ci sono artisti che vivono talmente in simbiosi con la propria arte che non vogliono più separare quello che apparentemente può sembrare lavoro (arte) dalla vita quotidiana. Sono menti brillanti così coinvolte dalla passione e dallo slancio creativo che trasformano la loro stessa abitazione in un’opera d’arte, senza più distinzioni perché la loro vita è […]

Ci sono artisti che vivono talmente in simbiosi con la propria arte che non vogliono più separare quello che apparentemente può sembrare lavoro (arte) dalla vita quotidiana. Sono menti brillanti così coinvolte dalla passione e dallo slancio creativo che trasformano la loro stessa abitazione in un’opera d’arte, senza più distinzioni perché la loro vita è arte e l’arte è la loro vita. Celebre è l’esempio della casa Museo di Remo Brindisi, artista e collezionista 1918-1996, che, per raccogliere tutte le sue opere, decise di costruire un edificio con integrata anche una residenza estiva familiare. Affidò il progetto all’architetto Nanda Vigo e scelse come sito il Lido di Spina a Comacchio. Il progetto vide la luce nel 1973 e da allora è diventato un punto di riferimento per appassionati e curiosi. Ribattezzata in poco tempo “Il museo alternativo”, la casa-museo di Remo Brindisi non offre un’esposizione canonica delle opere, in ordine cronologico o razionale, ma semplicemente estetico, ovvero, a seconda di come il quadro meglio si inserisce nell’ambiente, nell’architettura.
Non è un caso che per festeggiare i quarantanni dall’apertura della casa-museo sia stato scelto un poliedrico artista come Duilio Forte. Chi conosce l’architetto e designer probabilmente ha visitato anche la sua casa-atelier a Milano, luogo onirico e al tempo stesso minuziosamente costruito, popolato da cavalli mitologici, dotato di passaggi segreti e sospesi e ne è rimasto sedotto.
Per Duilio Forte non ci sono molte distinzioni tra arte, architettura, design, sono discipline affini, per questo spesso le sue sculture sono abitabili e le sue installazioni sono scultoree. Marchio di fabbrica il mitologico cavallo a otto zampe di Odino, lo Sleipnir, che Forte ripropone sempre in veste differente. L’installazione per il Lido di Spina, la cui costruzione è durata una settimana, è alta dodici metri, ospita al suo interno un chiosco e dimostra come, con un materiale come il legno, si possano costruire architetture leggere e sostenibili. Appena nato, il ventottesimo Sleipnir si è già integrato alla perfezione con l’ambiente e sembra essere a protezione della casa-museo di Remo Brindisi…

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.