Sbarca in Italia O|Cults, nuova piattaforma di design nata a Barcellona, con un obiettivo semplice e diretto: mettere in contatto i designer emergenti con i brand…

Tutto è nato grazie a una felice esposizione in zona Ventura Lambrate, durante la scorsa design week milanese, in cui la giovane realtà spagnola ha trovato un territorio fertile per espandersi. Nata a Barcellona, O|Cults – di questo parliamo – è una piattaforma ideata per accompagnare e sostenere i nuovi talenti del design e i […]

L'esposizione O-cults in zona Lambrate Ventura, a Milano

Tutto è nato grazie a una felice esposizione in zona Ventura Lambrate, durante la scorsa design week milanese, in cui la giovane realtà spagnola ha trovato un territorio fertile per espandersi. Nata a Barcellona, O|Cults – di questo parliamo – è una piattaforma ideata per accompagnare e sostenere i nuovi talenti del design e i piccoli studi, per aiutarli ad emergere. Ma a differenza dei competitor, il collettivo spagnolo offre servizi mirati al business: inutile fingere che alle professioni creative non serva anche questo.
I progettisti dunque non saranno semplicemente messi in contatto con aziende o eventuali produttori e distributori, ma gli verranno forniti anche dei servizi di comunicazione e di business development.
“Questo approccio è in perfetta sintonia con i nostri valori”, spiega Miriam Giordano di Labóh, “e per queste ragioni abbiamo deciso di rappresentare O-cults in Italia, promuovendone la rete e le iniziative, immediatamente dirette a ottenere vantaggi competitivi per tutti i soggetti in gioco, tanto per i designer quanto per le aziende”. In Italia O|Cults sarà quindi affiancato da Labóh, società italo-spagnola di consulenza e servizi di comunicazione, e non farà mancare ai suoi assistiti proprio nulla: oltre al business, infatti, penserà anche ai tanto trascurati diritti legali e proteggerà i diritti intellettuali e le royalties.

– Valia Barriello

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Valia Barriello
Valia Barriello, architetto e ricercatrice in design, si laurea nel 2005 presso il Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura, con la tesi "Una rete monumentale invisibile. Milano città d'arte? Sogno Possibile". Inizia l’attività professionale collaborando con diversi studi milanesi di architettura fino a che la passione per gli oggetti quotidiani e il saper fare con mano la spingono verso il design e verso il mare. Inizia così un dottorato in Design presso la facoltà di Architettura di Genova che consegue nel 2011 con la tesi di ricerca "Design Democratico". La stessa passione la porta anche alla scrittura che svolge per diverse testate del settore e all’allestimento e curatela di mostre di design. Porta avanti contestualmente all'attività professionale la ricerca sui temi che ruotano intorno al design democratico all'autoproduzione e all'utilizzo di materiali di scarto. Attualmente lavora presso uno studio milanese, collabora con la NABA come assistente del designer Paolo Ulian e cura la rubrica di design per Artribune.